L'avviso esplorativo promosso dall'amministrazione comunale per le Terme di Stabia è una scelta sbagliata. Ne sono convinti tutti i membri dell'opposizione che hanno espresso il proprio disappunto dopo la decisione della maggioranza di promuovere una manifestazione d'interesse per sondare il mercato. Minoranza che, già in consiglio comunale, aveva attaccato l'operato della squadra Cimmino, colpevole a loro dire di non avere un vero e proprio progetto per rilanciare il termalismo stabiese.
«Nonostante durante il consiglio comunale, sia il liquidatore che il sindaco, avevano affermato che un eventuale avviso esplorativo era una ipotesi da valutare, la stessa sera, come un fulmine a ciel sereno, l’avviso è stato inviato per conoscenza - ha spiegato Francesco Nappi (M5s)-. Questa amministrazione persevera nel delegittimare il consiglio delle sue funzioni. Abbiamo protocollato richiesta di istituzione di una commissione speciale di studio per il turismo e le terme, nel’ottica di una amministrazione condivisa. Chiediamo che la questione Sint sia discussa in questa commissione in modo da apportare il nostro contributo ed eventualmente sostenere il progetto se condivisibile».
Molto più critico invece il consigliere comunale di Liberi e Uguali, Tonino Scala che ha attaccato la scelta dell'amministrazione comunale «È un papocchio che dice tutto il contrario di tutto ed è sbagliata l'impostazione perché non è il commissario liquidatore a fare il bando ma le linee di indirizzo le deve fare il consiglio comunale. Lo prevede la legge. Quindi hanno sbagliato tutto e sono 5 mesi che sto provando a farlo comprendere al sindaco e alla sua maggioranza. 5 mesi per arrivare in consiglio comunale senza avere l'atto deliberativo». «Tra le altre cose - continua Scala - il mandato esplorativo esplorativo dice a un certo punto che, se ci dovessero essere persone interessate, si inizierebbe la trattativa. Ma la cosa ancora più assurda è che lui fa un avviso provando a parlare non solo ai privati ma anche agli enti pubblici. Immaginate voi la signora Regione o il signor Governo che p
artecipa ad un bando pubblico. Cimmino se vuole coinvolgere il pubblico deve prendere la macchina, andare in Regione, sedersi col presidente e dialogare con lui. E' così che si fa altrimenti diventa aria fritta». Secondo Scala si «poteva aspettare l'approvazione per poi andare dal Prefetto e attaccare l'atto deliberativo ma siamo delle persone responsabili, siamo cittadini stabiesi. Pur non condividendo l'impostazione stiamo provando a far capire che le cose devono fare secondo legge altrimenti sono illegittime. Il tutto a tutela della città ma tutela anche dello stesso sindaco».
Sulle stessa lunghezza d'onda anche Andrea Di Martino: «L'avviso esplorativo è una scelta tattica. Non contiene in sé una strategia complessiva. Noi abbiamo esposto la nostra proposta nella Mozione depositata in consiglio. Il tema è vendere i beni non strategici per coprire i creditori terzi. Ciò che resta del patrimonio deve assolvere ad una funzione imprenditoriale ed unitaria. Affinché la città possa essere tutelata sulla solidità e la qualità di chi investe. Noi abbiamo avanzato la proposta di affidarci ad un advisor di caratura internazionale. Il limite di questa manifestazione di interesse è anche quello di non considerare le Antiche Terme e l'imbottigliamento ed uso delle acque minerali. La nostra proposta invece anche su questo punto avanza una proposta più completa».
«L'avviso esplorativo è una follia - ha invece attaccato Massimo De Angelis -. Sia chiaro: una società messa in liquidazione ha deciso di pubblicare un avviso esplorativo: è una scelta che sicuramente non condivido. La maggioranza non ha un progetto chiaro e serio per il rilancio del termalismo. Lo dimostra anche la volontà di procedere con la messa in liquidazione di Sint. Visti i debiti, che non sono così elevati come si vuole far credere, e considerato che il Comune è il maggiore creditore, bastava vendere uno dei beni non strategici per ottenere i soldi necessari per ripagare i debiti. Ma l'amministrazione comunale ha deciso di provvedere diversamente».