Sei proposte per la riqualificazione del complesso termale di Castellammare. E’ questo il risultato della manifestazione d’interesse che l’amministrazione comunale ha deciso di lanciare lo scorso mese di dicembre per sondare l’interesse del mercato e proporre così un possibile bando di privatizzazione. Al termine dell'avviso esplorativo, sono sei le società che hanno presentato un piano di recupero e di riqualificazione per le Nuove Terme, il parco idropinico, l’Hotel delle Terme e tutta l'area sportiva. Un risultato che il sindaco Gaetano Cimmino ha definito come un «grande successo dopo i fallimenti dei bandi di privatizzazione promossi nel passato».
Non si conoscono i nomi né i progetti che hanno proposto le aziende interessate: le buste saranno aperte da un’apposita commissione della Sint che renderà noto poi in un secondo momento i piani di recupero proposti. E’ certa invece la partecipazione di due società francesi che sarebbero interessate all’acquisizione delle Terme di Stabia con la speranza di poter rilanciare nel minor tempo possibile l’intero complesso termale. Ma la strada è ancora lunga. Dopo l’apertura delle buste, il sindaco Gaetano Cimmino, i
n compagnia del Commissario liquidatore di Sint Vincenzo Sica, porteranno le offerte in consiglio comunale in una seduta monotematica sul tema Terme. Sarà poi l’assise a decidere il futuro e quale tipo di progetto scegliere per garantire una riapertura. Successivamente sarà redatto un bando di privatizzazione che assegnerà definitivamente il compito di riqualificare il complesso del Solaro a coloro che parteciperanno. Avranno maggiore considerazione i progetti che prevedono norme di reinserimento per gli ex lavoratori termali.
Ancora alcuni mesi di attesa, quindi, ma dopo anni la città torna a sperare per il suo grande patrimonio, le Terme stabiesi. Il grande interesse verso il complesso del Solaro è nato anche dalla decisione dell’amministrazione comunale di assegnare il patrimonio per intero, comprendendo anche l’Hotel che ormai è praticamente un rudere. In passato, invece, le gare lanciate dalle varie amministrazioni comunali avevano riguardato solo alcuni degli immobili attualmente in possesso della Sint. E tramite questa procedura, inoltre, si spera anche di salvare la società partecipata del Comune dall’assalto dei creditori che sarebbe partito inevitabilmente se la gara fosse andata deserta.