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Castellammare - Terme, Carrillo(FI): «Ecco i pasticci dei professionisti Piddini stabiesi»

Un nuovo particolare arricchisce l’intrigata e penosa vicenda che ha come protagonista l’ormai defunta Terme di Stabia.


Mentre il procedimento giudiziario avviato da 42 ex termali stenta a proseguire il suo iter a causa dei continui rinvii per le assenze dei test chiave, un nuovo particolare arricchisce l’intrigata e penosa vicenda che ha come protagonista l’ormai defunta Terme di Stabia.

L’avvocato Umberto Ostieri, insieme a due suoi colleghi, Perillo e Tarsia, hanno presentato, nel maggio del 2013, domanda di ammissione alla massa passiva delle Terme di Stabia a fronte dell’attività di consulenza prestata dagli stessi al Comune di Castellammare per redigere il concordato. Il conto appara anche alquanto salato: la richiesta ammonterebbe a 100mila euro, 50mila per Ostieri e 25mila ciascuno per i suoi collaboratori.

Un concordato «fallito prima di essere presentato» ricorda Carlo Carrillo di Forza Italia «così come lo stesso Ostieri confermò nell’ormai noto, ed indimenticabile, Consiglio Comunale dell'Aprile 2014, a causa delle indicazioni perentorie del Sindaco Cuomo». Ma non è tutto. Carrillo rivela come sia emersa «la carenza di un mandato professionale d'incarico, fatto rilevato dal Curatore che ha ritenuto inammissibile la richiesta di ammissione alla massa passiva di Terme presentata da Perillo e Tarsia».

«La questione – prosegue Carrillo - , a questo punto, assume un contorno assolutamente immorale sotto l’aspetto politico, se pensiamo solo che il dott. Ostieri, dopo aver attaccato violentemente il Sindaco nel noto consiglio Comunale, affermando inoltre che nulla avrebbe richiesto co

me compenso, oggi si è fatto asseverare dall'ordine di appartenenza, per 50mila euro, il compenso che non avrebbe dovuto richiedere per i fatti accaduti, vagliate le sue affermazioni al momento del conferimento dell’incarico che, dichiarava, sarebbe stato a costo zero nel caso non fosse passato il concordato. Non solo questo, ma addirittura i suoi collaboratori chiedono circa 25 mila euro in due per il medesimo fallimento. Il tutto dopo averne richiesto 150.000 (in totale) nelle prime insinuazioni prodotte e rigettate dal curatore fallimentare».

«Ostieri, Tarsia, Perillo e Sammaria (curatore fallimentare di Terme di Stabia) – prosegue ancora Carrillo - dovrebbero chiedere perdono alla città, oltre che ai lavoratori, per quanto eseguito, per quanto(non) prodotto, ossia un atto privo di fondamento giuridico. Dovrebbero avere un minimo di sussulto personale, visto che soprattutto Ostieri si è presentato alla città, non meno di un anno fa, come ipotetico Sindaco di una nuova classe politica cittadina di centro sinistra a trazione PD. Questi Signori, non meritano quanto richiesto, anzi, dovrebbero pensare che le loro scelte hanno minato il lavoro e la sicurezza di centinaia di lavoratori e famiglie, hanno così prodotto il tracollo del PIL cittadino, hanno impoverito la città di un bene primario, il termalismo. Oggi, questi professionisti, chiedono di passare alla cassa in prededuzione,  transiteranno per loro fortuna da soli, poiché le vittime di questa storia(i termali) non avranno più nulla da poter richiedere».

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sabato 14 ottobre 2017 - 08:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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