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Castellammare - Tensione tra maggioranza e opposizione sulla data del consiglio comunale

Scontro in conferenza dei capigruppo: salta l’intesa sulla convocazione. La maggioranza opta per il 31 marzo, nonostante le richieste della minoranza.

di Alessio Esposito


Si apre un nuovo fronte di tensione tra maggioranza e opposizione a Castellammare di Stabia. Al centro del confronto, ancora una volta, la gestione dei lavori consiliari e la difficoltà di trovare un punto di equilibrio istituzionale. La miccia si è accesa durante la Conferenza dei Capigruppo del 20 marzo, convocata per stabilire l’ordine del giorno e la data del prossimo Consiglio Comunale.

Tra i punti all’esame dell’aula figurano temi rilevanti per la città: dalla riqualificazione del rione Savorito al regolamento per gli impianti sportivi comunali, passando per mozioni e subconcessioni. Ma il confronto si è rapidamente spostato sul piano politico, quando il presidente del Consiglio ha proposto la data del 31 marzo per la convocazione della seduta.

Una scelta subito contestata dai rappresentanti dell’opposizione. A farsi portavoce del dissenso è stato il consigliere Antonio Cimmino, che ha chiesto formalmente di posticipare la riunione ad aprile, segnalando l’impossibilità della minoranza di partecipare sia in mattinata che nel pomeriggio del 31. Una richiesta motivata con l’esigenza di garantire la presenza di tutte le forze politiche su temi consi

derati centrali per il futuro della città.

Da parte della maggioranza, tuttavia, non sarebbe arrivata apertura. Il presidente ha manifestato la disponibilità a confrontarsi con gli assenti per valutare eventuali modifiche, ma la proposta di trovare una nuova data già in sede di conferenza non è stata accolta. Il risultato è stato la conferma della convocazione del Consiglio per il 31 marzo, “salvo successive e diverse esigenze”.

La frattura tra i due fronti consiliari si allarga così ulteriormente. L’opposizione rischia dunque di essere esclusa di fatto dalla possibilità di partecipare. E sullo sfondo resta l'ipotesi di un’aula monca in una seduta che dovrebbe affrontare nodi delicati della programmazione politica ed economica dell’amministrazione.

Il caso riaccende il dibattito sul clima all’interno dell’assise cittadina, già segnato da un confronto acceso nei mesi scorsi. A pesare, stavolta, non sono solo le divergenze di merito, ma una distanza crescente anche sul piano del metodo e delle relazioni istituzionali. E con il Consiglio alle porte, la possibilità di un’intesa appare sempre più lontana.


venerdì 28 marzo 2025 - 12:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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