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Castellammare - Sviluppo dell'arenile, il Comune si affida a due esperti. Ipotesi falda di acqua dolce sotto la spiaggia

Pannullo, Rubino e Balestrieri hanno avuto un confronto con un docente de La Sapienza di Roma e un professore dell'Università di Salerno per valutare soluzioni atti a verificare lo stato di salute dell'arenile e garantirne la completa fruizione. Le parti si riaggiorneranno a fine mese.

di Mauro De Riso


Un confronto a Palazzo Farnese con due esperti del settore per porre le basi per la riqualificazione dell'arenile nell'ottica del progetto mirato a ripristinare nel giro di un biennio la balneabilità del litorale stabiese. Il sindaco Antonio Pannullo, l'assessore all'Urbanistica Pino Rubino e l'assessore all'Ambiente Francesco Balestrieri hanno effettuato un sopralluogo in compagnia di un docente de La Sapienza di Roma e di un professore dell'Università di Salerno, due specialisti a cui è stato chiesto di collaborare per valutare le possibili soluzioni per usufruire a pieno regime della spiaggia entro due anni, quando si prevede che il mare possa essere balneabile.

Si lavora, dunque, per la completa fruizione dell'arenile, concentrandosi in particolare sulla presenza del verde e sulla questione legata al terreno mescolato con la sabbia. Le parti si riaggiorneranno entro fine mese, ma intanto sono già state fornite al Comune alcune indicazion

i da adempiere, in primis le stratificazioni della sabbia e la verifica geologica.

A suscitare particolare curiosità è la presenza di alcune zone verdi molto fitte, che lascerebbero intuire la presenza di una falda di acqua dolce sottostante e un possibile sfruttamento alternativo di quel tratto. Non si è parlato, però, di un'eventuale bonifica ma soltanto di una verifica dello stato di salute dell'arenile, dato che le ultime analisi, risalenti al 2009, non evidenziano l'esigenza di un intervento radicale sulle sabbie stabiesi che, in base ai riscontri dell'Istituto Superiore di Sanità rilasciati nel febbraio 2010, non presentano alcun fattore di rischio e non risultano contaminate.

Qualora si dovesse procedere a nuove analisi e dovessero emergere componenti di contaminazione delle sabbie, il discorso cambierebbe in modo radicale e i tempi per la fruizione completa dell'arenile finirebbero inesorabilmente per prolungarsi.


martedì 20 giugno 2017 - 14:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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