Lasciano il carcere ed entrano in una comunità di recupero. Di fatto tornano in libertà i tre minorenni rampolli di Scanzano accusati di aver stuprato una 14enne nelle Nuove Terme di Castellammare di Stabia. Il Tribunale dei Minori ha infatti accettato la richiesta degli avvocati difensori che chiedevano di trasferire i giovani all'interno di una casa di recupero dove sarebbero stati accuditi e rieducati in attesa dell'inizio del processo.
Dopo alcuni giorni di riflessione e nonostante il parere negativo del Riesame (che li riteneva ancora pericolosi), il giudice ha deciso di firmare la scarcerazione dei tre e condurli all'interno di una comunità anche grazie al comportamento ottimale dei ragazzi in questi primi mesi di carcere. Inoltre, avrebbero mostrato anche segni di pentimento che avrebbero spinto il Tribunale dei Minori ad accogliere le richieste della difesa.
Il processo nei loro confronti pa
rtirà nel mese di novembre ma probabilmente gli avvocati chiederanno la messa alla prova per evitare una maxi condanna. I tre hanno confessato i loro crimini e le descrizioni, in parte, andrebbero a confermare quanto raccontato dalla 14enne. Le violenze, secondo quanto raccontato dalla giovane, sono state diverse nel corso dei mesi e tutte riprese con gli smartphone. La ragazza sarebbe stata anche minacciata tanto che uno dei tre presunti stupratori è accusato anche di estorsione. La 14enne di Gragnano, comunque, ha deciso di lasciare la città e recarsi nel Nord Italia per tentare di dimenticare ed evitare pressioni vista le parentele complicate dei suoi tre aguzzini. I giovani, di 14, 15 e 16 anni sono tutti di Scanzano e imparentati con alcuni esponenti di spicco dei D'Alessandro. Servendosi di questa parentela, avrebbero fatto pressione e costretto la giovane a sottostare alle proprie violenze. Fino a quando non ha avuto il coraggio di denunciare.