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Castellammare - Strutture ricettive, parchi urbani e parcheggi: come cambierà corso De Gasperi

Niente più speculazioni con il Piano Casa dopo il recente pronunciamento della Corte Costituzionale. Nel Puc in via di attuazione da parte dell’amministrazione ci saranno regole certe e tempi certi: terziario e turistico-ricettivo nelle aree industriali dismesse. A Marina di Stabia vige comunque il Contratto d’Area.

di red


Strutture ricettive, parchi urbani ed ampie aree parcheggio. La nuova configurazione di corso Alcide De Gasperi passa attraverso il terziario e il turistico-ricettivo. Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 12 bis, commi 2, 3 e 4, del Piano Casa della Regione Campania nella parte in cui si prevede che gli interventi edilizi possano essere realizzati in deroga alle prescrizioni del Piano urbanistico territoriale dell’area sorrentino-amalfitana “quando queste non prevedono limiti di inedificabilità assoluta”. Una pietra tombale, di fatto, sull’applicazione del Piano Casa sul waterfront dell’area nord ed anche sulle speculazioni edilizie che si sono succedute nel corso degli anni, anche a causa dell’inerzia che ha contraddistinto la materia urbanistica nel decennio scorso. Nelle linee guida del Puc, a cui sta lavorando l’amministrazione comunale per dare regole certe e tempi certi agli interventi da realizzare su Castellammare, è indicato a chiare lettere che la destinazione delle attuali aree industriali dismesse andrà nella direzione del terziario e del turistico-ricettivo, di pari passo con la riconversione della linea ferroviaria in tram leggero, per intercettare il turismo di Pompei e realizzare strutture alberghiere e parchi urbani, con aree parcheggio attrezzate, per collegamenti veloci tra corso De Gasperi e il centro di Castellammare. Un percorso già avviato, che passerà attraverso l’adozione del Puc, unitamente ai fondi che da Palazzo Farnese confidano di intercettare con il Pnrr: 27 milioni per la

riconversione della tratta ferroviaria mediante lo strumento del Contratto Istituzionale di Sviluppo, in sinergia con il Ministro per il Sud Mara Carfagna. Una svolta assoluta per la città, che attende da tempo la riqualificazione di una vasta area che versa da decenni in condizioni di degrado e incuria, alimentando anche le brame di investimenti che sono attualmente al vaglio della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Per l’area Cirio il mega progetto dei Greco-Polese è stato cancellato dall’attuale amministrazione, mentre un filone d’inchiesta che deriva da Olimpo vede coinvolti esponenti della politica che avrebbero presumibilmente favorito l’iter procedurale per le autorizzazioni, oggi totalmente azzerate. Su Molini Daunia, invece, nel 2017 era stata concessa l’autorizzazione paesaggistica ed era già pronto l’atto consiliare della passata amministrazione che avrebbe dato il via al Piano Casa, poi venuto meno a seguito della sfiducia dell’ex sindaco. Resta, quindi, solo la questione legata a Marina di Stabia, che non risponde ai vincoli attuali dato che l’intera vicenda è regolata dal Contratto d’Area, che consente la realizzazione di strutture ricettive extralberghiere, come previsto dalla variante di progetto per le opere a terra che ha ricevuto l’ok all’esito della conferenza di servizi preliminare, convocata di recente dopo 15 anni di stallo. Un progetto da cui potrebbe scaturire un effetto domino per avviare il piano di rigenerazione edilizia e sociale del tratto di costa e prospettare il rilancio del biglietto da visita della città dall’area nord.


lunedì 3 gennaio 2022 - 14:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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