Cronaca

Castellammare - Strage del Faito, Gennaro Cinque: «Sconcertante l'ipotesi di errori nel 1952. La verità è nelle responsabilità di chi doveva gestire oggi»

L'ex consigliere regionale critica l'indagine sugli errori storici e chiede chiarezza sulle responsabilità attuali: «Non si può ignorare la sicurezza di oggi per giustificare il passato».


“Leggere che l’inchiesta sulla tragedia dello scorso 17 aprile si starebbe allargando addirittura alla progettazione del 1952 mi lascia profondamente perplesso e, lo dico chiaramente, preoccupato.” Esordisce così Gennaro Cinque, già consigliere regionale e da sempre attento alle sorti del Monte Faito, commentando gli ultimi sviluppi giudiziari che vedono ora 25 indagati per il disastro costato la vita a quattro persone.
“Cercare risposte in un’epoca lontana oltre settant'anni rischia di apparire come un tentativo di diluire le responsabilità di chi, ai giorni nostri, aveva il dovere di garantire la sicurezza di migliaia di cittadini e turisti,” incalza Cinque. “La Funivia del Faito è stata l’anima del nostro territorio per decenni. Se davvero esistevano vulnerabilità strutturali storiche, com’è possibile che i collaudi degli ultimi anni, i lavori di ammodernamento e le ispezioni recenti – l’ultima appena sette giorni prima del disastro – non abbiano rilevato nulla?” Per l'ex consigliere, il focus deve restare sulla catena di comando attuale e sulle decisioni prese in quel tragico Giovedì Santo: “Dobbiamo

delle risposte alle famiglie di Carmine Parlato, di Janan Suliman e dei coniugi Winn. Non si può morire per una gita fuori porta. I cittadini devono sapere perché quel giorno, con condizioni meteo avverse e dopo una riapertura stagionale lampo, la cabina era in funzione. Ed è fondamentale chiarire perché i sistemi di emergenza non hanno funzionato.” Cinque punta il dito anche sulla gestione della holding regionale: “L’EAV e i suoi vertici devono chiarire non solo le procedure di manutenzione, ma anche la qualità del monitoraggio tecnico svolto. Scomodare i progettisti del 1952 non deve diventare un paravento per giustificare eventuali negligenze recenti. Il Faito è una risorsa che amiamo, ma la sicurezza non può essere un optional o una variabile dipendente dal caso.” “Continuerò a seguire questa vicenda con il massimo rigore,” conclude Cinque. “La magistratura faccia il suo corso, ma si faccia in fretta. Il territorio non può accettare che una strage di questo tipo resti senza colpevoli certi. La verità è dovuta alle vittime e a una montagna che non può restare macchiata per sempre dall'ombra dell'incuria.”


venerdì 23 gennaio 2026 - 21:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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