Un trend ormai tristemente collaudato. La sosta selvaggia nei pressi dei lidi di Pozzano accompagna in maniera pressoché costante la voglia di mare degli stabiesi, che sono tornati da qualche weekend ad affollare le spiagge e a godersi un po' di relax al sole. Accade così che in tanti, a fronte dei prezzi esosi dei parcheggi dei lidi, si affidino ai parcheggiatori abusivi, che da decenni hanno reso Pozzano il regno del business illegale durante l'estate.
Le auto e le moto risultano parcheggiate persino sui marciapiedi, oppure in spazi non consentiti con conseguente occupazione di una parte della carreggiata con evidenti disagi per il traffico e la viabilità. A "vigilare" sui veicoli una decina di parcheggiatori abusivi, alla modica cifra "a piacere" di 2 euro per le moto e 3 per le auto. Ed ecco che i primi bagni per molti si trasformano in un salasso, considerando anche la necessità di pagare l'ingresso ai lidi privati, con tanto di noleggio di sdraio ed ombrellone.
Una piaga, quella del parcheggio abusivo, che neppure i vari blitz delle forze dell'ordine nel corso degli anni hanno debellato. I pattugliamenti d
egli agenti di Polizia Municipale, infatti, non sono molto frequenti, anche a causa della carenza di personale, e probabilmente saranno concentrati nel mese di agosto, quando è prevista la massima affluenza dei bagnanti sulle spiagge.
Il business illegale dei parcheggi abusivi prosegue così indisturbato, in attesa che si trovi un rimedio per sfavorire questa pratica. La soluzione potrebbe essere l'adozione di prezzi ridotti nei parcheggi dei lidi o la creazione di una nuova area parcheggio leggermente decentrata con possibilità di trasferire i bagnanti al mare con l'ausilio di navette a basso costo.
Un'idea, quest'ultima, sviluppata anni fa dall'ex sindaco Luigi Bobbio, che individuò a tal proposito l'area di sosta di via Acton nei pressi delle Antiche Terme, infliggendo un duro colpo al business della sosta selvaggia. Ma analisi recenti hanno dimostrato che l'impiego di quell'area in veste di parcheggio rischiava di inquinare le falde acquifere sottostanti, motivo per cui quell'iniziativa è stata definitivamente accantonata per la gioia degli abusivi, che intanto continuano ad arricchirsi illegalmente.