Si accende il confronto politico a Castellammare di Stabia, dove i consiglieri comunali di minoranza hanno depositato due interrogazioni per chiedere chiarimenti al sindaco Luigi Vicinanza su alcune scelte ritenute controverse, tra cui la nomina del capo staff e la posizione di un dipendente proveniente da un altro Comune.
A quasi due anni dall’insediamento dell’amministrazione, l’opposizione traccia un bilancio critico dell’azione politica del primo cittadino, evidenziando “crescenti criticità” soprattutto nella composizione della giunta. Nel mirino finisce la scarsa rappresentanza territoriale: su sette assessori, solo due risultano residenti in città, una scelta che – secondo i consiglieri – contrasterebbe con la linea politica della “Grande Stabia”, più volte richiamata dal sindaco.
Le perplessità non si fermano alla composizione dell’esecutivo. L’opposizione parla di una diffusa percezione di scarsa incisività da parte di alcuni assessori, segnalando difficoltà nel dare risposte ai cittadini e una limitata visibilità dell’azione amministrativa. In alcuni casi, si sottolinea anche una presenza discontinua negli uffici comunali, circostanza che avrebbe generato disorientamento nella macchina amministrativa.
Tra le deleghe più delicate, part
icolare attenzione viene posta al turismo, settore strategico per la città, rispetto al quale vengono evidenziate presunte carenze sul piano della gestione e dell’interlocuzione istituzionale.
Nel dettaglio, la prima interrogazione riguarda la nomina del capo staff del sindaco, incarico che prevede un compenso annuo di circa 22mila euro. I consiglieri chiedono di conoscere i criteri che hanno portato alla scelta, le funzioni effettivamente svolte e i risultati ottenuti.
La seconda iniziativa ispettiva punta invece i riflettori sulla posizione di un dipendente del Comune di San Giorgio a Cremano, impiegato a “scavalco” presso l’ente stabiese con profilo amministrativo-contabile. In questo caso, l’opposizione chiede chiarimenti sulle attività svolte, sugli atti prodotti e sui costi complessivi sostenuti dal Comune.
L’obiettivo dichiarato dai firmatari è quello di fare piena luce su scelte ritenute poco trasparenti, rafforzando i principi di efficienza e responsabilità amministrativa. “Ogni decisione deve essere comprensibile e orientata al bene comune”, è la linea espressa dai consiglieri.
La vicenda apre ora un nuovo fronte politico in città, con l’attesa per le risposte del sindaco che potrebbero alimentare ulteriormente il dibattito pubblico nelle prossime settimane.