Sono 38 gli indagati nella maxi indagine della Direzione Distrettuale Antimafia contro il clan Imparato di Castellammare di Stabia. Rischiano il processo sia i reggenti che gli affiliati della cosca attiva nel rione Savorito che da anni gestisce il mercato della droga stabiese. Per gli inquirenti l'accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Nei guai potrebbero finire nomi eccellenti della camorra cittadina come Salvatore e Vincenzo Imparato, boss del Savorito. In loro compagnia un vero e proprio esercito di affiliati, spacciatori e corrieri che negli anni hanno aiutato il clan nell'estendere il proprio dominio. Come ricostruito da Metropolis, i fatti risalgono al lontano 2007 e si fermano al 2012. In questo periodo gli inquirenti avrebbero ricostruito decine di at
tività illecite portate avanti dagli indagati che adesso rischiano il processo. La magistratura quindi continua a tenere accesi i riflettori sull'area stabiese e sui clan attivi in città.
Gli Imparato da anni sono legati da una forte alleanza con i D'Alessandro di Scanzano. Hanno pieno potere nel quartiere Savorito dove possono gestire lo spaccio con il via libera di Scanzano a patto che parte dei guadagni vengano corrisposti alla famiglia D'Alessandro che garantisce l'arrivo delle sostanze stupefacenti. Una catena di montaggio che nel corso degli anni ha inondato di droga il quartiere della periferia nord considerato un vero e proprio mercato della droga cittadino gestito dagli Imparato. Ma la cosca potrebbe subire l'ennesimo colpo con l'ennesima maxi operazione che potrebbe definitivamente decapitarla.