Nuovo intercento dell'ASCOM sulla questione del sottopasso in via Cosenza. In una nota stampa appena diffusa, l'associazione dei commercianti di Castellammare di Stabia ricorda che «“Servizio pubblico” è l’insieme dei servizi che lo Stato fornisce direttamente o indirettamente, al fine di garantire l’interesse generale e i diritti fondamentali dei cittadini e di assicurare un adeguato livello di protezione sociale e di cultura della popolazione». Così come sottolinea che «la Circumvesuviana, oggi Eav, ha sempre rappresentato un collegamento tra tutti i comuni della Provincia, offrendo un servizio utile ai pendolari, agli studenti e ai turisti, senza mai prima d’ora aver privilegiato interessi di parte. Che la realizzazione del sottopasso di Castellammare sia la panacea per superare i disservizi dell’odierno sistema di trasporto pubblico è una grande bugia. A noi, come Ascom-Confcommercio, sindacato che difende gli interessi degli imprenditori, in mancanza di una rappresentanza politica, incombe l’onere di veicolare una corretta informazione a riguardo».
«Le ultime notizie sull’illegittimità degli atti da parte del TAR che hanno consentito l’inizio dei lavori del traforo della collina di Varano - prosegue ancora la nota dell'Ascom - è una ulteriore conferma di come possa essere stata utilizzata “la norma” su un territorio soggetto a vincolo
paesaggistico. Nessun dubbio che le infrastrutture pubbliche siano necessarie allo sviluppo ma solo se funzionali alla valorizzazione delle risorse presenti , concertate con le amministrazioni comunali e, soprattutto, realizzate nell’ambito di un progetto globale che tenda a tutelare gli interessi di tutti. Aver chiuso le tante stazioni e aver minato l’integrità del parco archeologico di Stabia con la scelta della realizzazione del traforo della collina di Varano pone un serio freno allo sviluppo turistico della nostra città. Con tali premesse risulta difficile ravvisare gli interessi della “pubblica utilità”. Castellammare subisce da tempo i diversi interventi di ipotetici risanamenti senza ottenere mai i dovuti vantaggi. L’elenco delle opere promesse e mai realizzate sul nostro territorio è innumerevole. A pochi giorni dalla conferenza fissata dal Commissario Prefettizio per il 6 luglio p.v. e dopo la dichiarazione del presidente Eav, non riteniamo “democratico” non poter mettere in discussione la realizzazione del sottopasso, partecipando all’incontro da semplici spettatori per un progetto “calato dall’alto”. Riformuliamo la richiesta alla commissione prefettizia di ascoltare l’appello di tutta la politica stabiese e della cittadinanza affinché la scelta della realizzazione di infrastrutture sui territori comunali sia delegata ai rappresentanti eletti dal popolo».