Politica & Lavoro

Castellammare - Sint, il 14 si riuniscono i soci. LeU: «Fatto gravissimo»

Scala: «Cimmino eserciti il suo ruolo e coinvolga l’assise comunale».


Convocata per il prossimo 14 settembre l'assemblea dei Soci della Sint. Procede dunque il percorso per la messa in liquidazione della partecipata del comune di Castellammare di Stabia, così come aveva annunciato il sindaco Gaetano Cimmino. Cade nel vuoto, quindi, l'appello lanciato nei giorni scorsi da Liberi e Uguali che chiedeva che l'argomento fosse invece prima discusso in consiglio comunale, «ledendo, così i fondamentali principi di democrazia partecipata sui quali si fonda la nostra comunità» attacca oggi il gruppo cittadini di LeU. «È necessario, finanche doveroso, essendo previsto dalla legge e anche dalla delibera approvata dal Commissario straordinario, che, prima di qualsiasi assemblea che assuma decisioni vitali per la vita della società che detiene il patrimonio termale, il sindaco coinvolga il Consiglio Comunale».

«Il Sindaco - aggiunge Scala - continua imperterrito con il suo atteggiamento da padrone della ferriera. La convocazione dell’assemblea della Sint, senza un passaggio per il consiglio comunale, oltre ad essere un fatto gravissimo, segnala un gesto di arroganza senza precedenti. Eppure, Cimmino predicava ben altro dall’ opposizione. La sensazione è che non si sia ancora reso conto di essere il sindaco della città. E’ stato eletto, ma non se n’è accorto. Oppure – continua Scala - la verità è un’ altra: il Sindaco non ha le idee chiare su cosa fare, su come e in che tempi organizzare i lavori. Noi riteniamo che il patrimonio strategico non vada messo in vendita, ma debba passare nella disponibilità dell'Ente. È patrimonio della città tutta e con la stessa vanno condivise le scelte. Dalla delibera

commissariale N. 73 del 5 Giugno 2018, risulta quanto mai evidente, che, prima della convocazione dell’assemblea straordinaria, non solo si debba convocare il Consiglio Comunale, ma anche organizzare il pieno coinvolgimento dei lavoratori, delle parti sociali e della città, atteso che il Sindaco ha da più parti evidenziato di aver firmato il patto con alcune associazioni per la C.d. Amministrazione Condivisa. Rivolgo – conclude Scala - un appello accorato al Presidente del Consiglio e ai colleghi capigruppo affinché, al di la delle appartenenze e dei ruoli, su un tema così serio per Castellammare si evitino improvvisazioni e decisioni burocratiche». 

«Il coordinamento cittadino – scrive in una nota il gruppo di LeU – insieme al consigliere Scala, ha già incontrato associazioni, lavoratori termali e parti sociali. Numerose e accorate le richieste che ci sono giunte di sollecitare l’ amministrazione a mettere in campo progetti di lungo corso e non raffazzonate, quanto risibili, proposte. Aprire le terme per due ore potrebbe essere positivo, anche per la sola mescita. Ma, se è solo questo, risulterebbe la solita sceneggiata già vista e riproposta maldestramente. Proprio perché siamo in un momento decisivo, la liquidazione non può e non deve essere un momento di stasi, una vicenda meramente burocratica. E, senza un progetto, si rischia di partorire il solito feto asfittico. Basta con la politica degli annunci, il Sindaco istituisca ad horas un tavolo per non dare solo l’idea, ai cittadini, dipendenti e investitori, della messa in liquidazione, ma per far comprendere, da subito, che c’è la volontà da parte di tutti, di far ripartire la città».

Sint, per Liberi e Uguali una questione su cui coinvolgere l'intera città


mercoledì 5 settembre 2018 - 16:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro