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Castellammare - Sint, ecco il piano del commissario liquidatore: «Concordato in bianco entro una settimana»

Il piano verrà portato in consiglio comunale la prossima settimana per l'approvazione da parte dell'assise.

di Raimondo De Luca


Caso Sint, a palazzo Farnese è pronto il piano di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio immobiliare della partecipata comunale. La strada da intraprendere per vedere la luce in fondo al tunnel è ancora lunga, ma il progetto è praticamente già stato messo nero su bianco.

Ad illustrarlo a StabiaChannel.it è il commissario straordinario Vincenzo Sica, che annuncia con dovizia di particolari le prossime mosse dell'Ente: "Il mio mandato aveva scadenza al 30 novembre - premette -, ma la rata improrogabile di 600mila euro da pagare entro quella data a Monte dei Paschi di Siena ha fatto sì che il lavoro subisse una brusca accelerata per arrivare a dama entro fine mese". Bisognerebbe riallungare i tempi, insomma. È proprio questo il primo diktat del liquidatore della Sint: "Ad oggi il Comune ha poco margine di manovra, per questo proporrò al sindaco Cimmino di firmare un concordato in bianco al tribunale di Torre Annunziata che ci permetta di guadagnare fino a sei mesi per valutare con più calma il da farsi".

Una mossa tanto semplice, quanto astuta. Così facendo l'Ente stabiese avrebbe modo di congelare i contenziosi dei creditori. Ma al momento la 'spada di Damocle' che più preoccupa le casse pubbliche è quella che riguarda gli ex dipendenti delle Terme di Stabia che hanno presentato un ricorso contro la Sint per il trasferimento improprio dell'azienda termale. Se i giudici dovessero accogliere la loro istanza, il dissesto economico sarebbe più di una semplice possibilità. Il concordato servirebbe in questo senso a congelare le cause in attesa di una soluzione che

accontenti tutti.

"Una volta allentati i rischi - incalza Sica -, l'intenzione è quella di procedere alla vendita di alcune parti del patrimonio, come ad esempio le strutture sportive esterne o il parcheggio esterno. Così facendo potremmo finanziare buona parte di quanto dovuto ai privati". Questo aiuterebbe inoltre la partecipata a dividere in modo netto i crediti maturati dal Comune di Castellammare e quelli delle società terze. E proprio sulla ripartizione il commissario dimostra di avere le idee chiare: "Il debito complessivo ammonta a circa 5 milioni di euro, di cui 3,8 a favore di palazzo Farnese e 1,2 verso altre aziende. Nei prossimi sei mesi avremo il compito di studiare la maniera migliore per liquidare completamente queste ultime". Poi con l'Ente si cercherà di arrivare a dama, nell'ultima e decisiva mossa. "Alla fine chiederemo alla Corte dei Conti il nulla osta per permettere al Comune di inglobare il patrimonio della Sint, annullandone i debiti. Forse nell'immediato potrebbero prefigurarsi gli estremi del danno erariale, ma puntiamo a far capire ai revisori che gli immobili della partecipata valgono ben più di 3,8 milioni".

Un disegno lucido, che mira entro la prossima estate a mettere in archivio la spina nel fianco più lancinante di questa prima fase dell'amministrazione Cimmino. "La settimana prossima - conclude Sica - verrà convocata un'assemblea comunale che avrà il compito di deliberare la richiesta di concordato". Da qui prenderà il via ufficialmente la 'mission impossible' di Cimmino. Il percorso appare già tracciato, più avanti si penserà a come valorizzare al meglio il patrimonio acquisito.


mercoledì 31 ottobre 2018 - 08:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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