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Castellammare - Sint, bando flop. Scala: «Sindaco non all'altezza». Di Martino: «Tanta approssimazione»

Le opposizioni consiliari lanciano l'allarme: «Si rischia di dire addio al termalismo».

di sr


Il flop del bando per i beni non strumentali di SInt scatena le polemiche delle opposizioni consiliari. I consiglieri di minoranza rivendicano le soluzioni proposte in passate, verso le quali l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Cimmino si è sempre rivelata sorda.

«È tale la confusione che il sindaco e la sua amministrazione hanno rovesciato su una vicenda già grave e di non facile soluzione, da far temere il peggio circa i tempi per riaprire la partita del termalismo nella nostra città». Tonino Scala, rappresentante in assise di Liberi e Uguali, evidenzia il vero problema della questione. Oltre al rischio di perdere gli immobili a cifre ridotte rispetto al loro reale valore, il rischio è quello bloccare così ogni tentativo di rilanciare il termalismo a Castellammare di Stabia. Un controsenso assoluto se si considera la veemenza con la quale il Comune sta cercando di rilanciare il turismo in città.

«Il nuovo bando per la vendita dell’area sportiva, per noi già sbagliato in partenza, nei fatti è andato deserto – prosegue Scala - Si dice che siano arrivate proposte inaccettabili, ci sono chiari tentativi di speculazione per un ribasso? Molte volte a pensar male si fa peccato, ma... Noi vi diciamo fermatevi, non date  vita a svendite e a soluzioni pasticciat

e».

«Le Nuove Terme sono chiuse ormai da 5 anni e sono state totalmente distrutte – ricorda amaramente Scala - Le Antiche Terme, consegnate nel 2010, non sono state mai aperte  per far proseguire le attività termali. E’ la triste immagine di un disastro che richiederebbe uno scatto d’orgoglio, un programma e un progetto serio. Lei Sindaco, pur conoscendo perfettamente quando si è candidato i problemi delle Terme, si mostra non all’altezza di questo compito e non ha provato a coinvolgere neanche gli altri livelli Istituzionali. Dopo 15 mesi ha il dovere di dire alla città , ai lavoratori e al Consiglio cosa intende fare».

A rincarare la dose è Andrea Di Martino di Stabia L@b.  «Approssimazione, confusione e pasticcio. L'esito era già segnato nella scelta – incalza - Ho scelto volutamente la strada del silenzio in questi mesi per non offrire alibi al fallimento annunciato. Ma nel bando non era chiaro nulla. Non era chiaro che si trattava solo di acquisizione di diritto di superficie e non di acquisizione di immobili, per cui le strutture sportive sarebbero rimaste proprietà comunale. Ora il sindaco torni in consiglio e concordi, come avrebbe dovuto fare da tempo, una strategia di liquidazione che eviti il fallimento della società, prima che sia troppo tardi».


martedì 1 ottobre 2019 - 08:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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