Una vile aggressione davanti a moglie e figli. La vittima è un sindacalista che tutela i lavoratori della nettezza urbana, colpito a sorpresa con un pugno alla testa mentre passeggiava in via Cosenza in compagnia dei suoi familiari. L'aggressore ha atteso che l'uomo scendesse dalla sua auto, parcheggiata poco prima, per rifilargli una violenta sberla, ma il sindacalista non si è perso d'animo e per salvaguardare l'incolumità dei suoi familiari ha reagito contro il malvivente e lo ha costretto alla fuga.
L'episodio ha avuto luogo nel pomeriggio di venerdì 26 maggio all'altezza dell'incrocio con via Cicerone, e pare che, mentre era intento a scappare, l'aggressore abbia anche rivolto alcune minacce al sindacalista, promettendogli che sarebbe tornato a “completare l'opera”. Immediata è scattata la denuncia ai carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia, che ora sono al lavoro per identificare il responsabile dell'aggressione e consegnarlo alla giustizia.
Gli inquirenti dovrebbero affidarsi ai filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica dell'aggressione e individuare il colpevole, mentre si fa largo l'ipotesi che dietro all'aggressione possa esserci un mandante che non avrebbe gradito qualche iniziativa int
rapresa dal sindacalista, impegnato da sempre a tutela dei lavoratori e tra i pochi a denunciare i cosiddetti “fannulloni”.
«Ma non mi fermeranno - ha commentato il sindacalista -. Se credono di intimorirmi e di indurmi ad agire diversamente, si sbagliano di grosso. È normale che un po' di paura sia subentrata, soprattutto perché l'aggressore non ha avuto scrupoli nel colpirmi mentre ero con la mia famiglia. Se non avessi avuto la freddezza di reagire, non so come sarebbe andata a finire.
Evidentemente le mie battaglie a tutela dei lavoratori onesti e contro i fannulloni non sono piaciute a qualcuno, ma attendo che le indagini facciano il loro corso, restando fiducioso, come sempre, nell'operato delle forze dell'ordine. Sono orgoglioso di svolgere sempre il mio dovere con grande spirito di abnegazione e questo aspetto forse non è gradito a tutti.
Mi tocca purtroppo constatare, tuttavia, che i tanti testimoni che hanno assistito all'aggressione non abbiano mosso un dito in mia difesa, temendo di subire anch'essi conseguenze nefaste. Se ci arrendiamo dinanzi alle ingiustizie - conclude il sindacalista -, non potremo mai compiere quel salto di qualità necessario per imprimere una svolta decisa al futuro di questa città».