«Ancora una volta si prova a cercare di far guardare il dito invece della luna. Troppi bla bla bla, poca sostanza. Le domande sono semplici, magari proviamo anche a fare un disegnino: 1. La città di Castellammare ha o non ha i requisiti per vedersi assegnate le fonti? 2. Il Sindaco è ancora del parere che la Regione ha sbagliato il bando? 3. Il Sindaco è andato in Regione per trovare una soluzione alla mancanza dei requisiti che hanno determinato la nostra esclusione? A queste domande le risposte sono semplici e monosillabiche: SI oppure NO. Nessun giro di parole». E' questo il nuovo duro attacco che i consiglieri di minoranza hanno rivolto al sindaco Cimmino sulla vicenda della perdinta delle concessioni regionali per lo sfruttamente delle acque termali.
«Basta chiacchiere, risposte certe! - chiedono - Dopo aver mandato all’asta i beni del Solaro per manifesta incapacità
;, cechiamo di non perdere anche le fonti che hanno fatto di Castellammare la città delle Acque. Il Sindaco sta trasformando Castellammare da città delle acque in città delle candidature. Ormai Castellammare sta per assurgere al ruolo di Gabriele Paolini (il disturbatore). Basta mortificazioni».
Ma non è tutto. Oltre che sulla questione delle acque, le opposizioni consiliari attaccano il primo cittadino stabiese per l'utilizzo improprio dei canali social ufficiali dell'Ente. «Il Sindaco la smetta di usare la pagina ufficiale dell’Ente per la sua becera ed inutile propaganda politica segnata solo da fallimenti - dicono - È vergognoso, un’umiliazione alla città tutta. Vogliamo nome e cognome di chi gestisce la pagina, di chi ha autorizzato questo uso improprio della stessa e vogliamo che chi ha usato la pagina in questo modo più che volgare in nome paghi per quanto ha fatto».