Nello Di Nardo, candidato di Forza Italia per la Camera dei Deputati, è stato accusato dall'ex sindaco Pannullo di essere il mandante della sua sfiducia. Sarebbe stato lui, infatti, ad organizzare il golpe contro il primo cittadino Dem. Di Nardo, però, rispedisce al mittente le accuse e spiega: «Il mio intervento è stato necessario per difendere alcuni miei amici. Il sindaco è sempre stato arrogante e non ha mai preso in considerazione i consiglieri di Area Civica che erano nella sua maggioranza. Iovino e Casillo mi chiesero una mano nel 2016 e ho fatto eleggere due consiglieri. Dopo un anno di amministrazione, abbiamo chiesto al sindaco di ridistribuire le deleghe ad ottobre ma non è bastato. Si comportava come se esistesse solo il Partito Democratico». Sarebbero queste le motivazioni che hanno spinto Di Nardo ad organizzare la sfiducia radunando, oltr
e l'opposizione, anche sei consiglieri di maggioranza. «Donnarumma ha perso le deleghe perchè ha manifestato su Facebook la sua vicinanza alla mia candidatura. Non si poteva andare avanti. Dovevo difendere i miei amici che venivano maltrattati. Pannullo si è lasciato manipolare da Iovino e Casillo. Tra tre mesi, comunque, faremo pulizia con il voto». Allo stesso tempo, il candidato di Forza Italia per la Camera dei Deputati spiega che non ha nessuna intenzione «di fare il sindaco. Posso essere eletto in Parlamento. Candidarmi sarebbe scorretto nei confronti di chi ha organizzato la sfiducia». Infine, per le accuse dell'ex sindaco Pannullo in merito alle infiltrazioni camorristiche, Di Nardo non ha dubbi: «Prima andava tutto bene. Ora che ha perso il suo mandato si ricorda di possibili camorristi nella sua squadra di governo? Faccia nomi e cognomi».