Fiumi di parole. In pieno clima sanremese si consuma la lunghissima giornata dei commenti che fanno seguito all'uscita di scena di Antonio Pannullo, sfiduciato da 14 consiglieri nella tarda serata di lunedì. Un susseguirsi di strali infuocati, che vede coinvolti tutti i protagonisti, o quasi, del terzo flop consecutivo in soli cinque anni e mezzo a Castellammare di Stabia. L'ex sindaco Pannullo ne ha per tutti. «I dissidenti non sanno cosa sia la politica, ragionano solo per rancore e interessi personali. - ha tuonato il primo cittadino uscente - Sono rimasti sempre in silenzio in consiglio comunale ed ora hanno il coraggio di parlare. C'è un'ombra grigia ad avvolgerli. Sulla sfiducia ha influito la mia denuncia sulla presenza ingombrante della camorra». Un fiume in piena, inarrestabile, che scoperchia il vaso di Pandora, rivolgendo un appello a tutti e dicendo «basta ai soliti noti», preannunciando nel contempo il desiderio di ricandidarsi a sindaco in vista delle elezioni amministrative, che con ogni probabilità si terranno in primavera. Ma su Pannullo piovono accuse pesanti da parte dei dissidenti, che lo definiscono «una marionetta» nelle mani di chi ha pensato di essere «padre padrone» della città, rifiutando il dialogo con i consiglieri delle civiche. «Ci trattavano come mentecatti. - ha affermato Antonio Alfano - Pannullo era la controfigura di un sindaco. Era evidente che non fosse lui a guidare le operazioni&raq
uo;. Ma l'accusa più forte proviene da Daniele Pesenti, ex vice di Pannullo. «Il sindaco e la legalità erano su due poli opposti. - ha svelato Pesenti - Ci sono atti borderline che testimoniano come il sindaco non sia un baluardo della legalità. E ho seri dubbi che sia un bravo avvocato». «Non lo querelo perché si fa male. - ha replicato Pannullo - Pesenti rientra in quella storia di eminenze grigie di cui ho parlato nelle sedi opportune». Ma il sindaco ha rivolto anche un'accusa forte nei confronti del consigliere Michele Starace. «Prima mi chiede di accompagnarlo presso le associazioni e le parrocchie e poi appone la firma sulla sfiducia. Quando ero all'opposizione, neanche mi degnavo di salutare il sindaco». «Pannullo ha pensato più ai numeri che alla politica, la sua caduta è il fallimento delle larghe intese» ha spiegato Starace, mentre un sussulto d'orgoglio del sindaco ha chiuso la giornata delle accuse incrociate. «Il PD regionale mi ha espresso solidarietà e sostegno. Voglio essere ancora il leader di questa storia, ma stavolta voglio saperlo in anticipo per poter decidere le liste con le mani libere».