Un sequestro preventivo parziale ha interessato un opificio industriale operante nel settore della lavorazione e confezionamento di carni nel territorio di Castellammare di Stabia. L’intervento, eseguito ieri dalla squadra USES (Unità Speciale Emergenza Sarno) della Polizia Metropolitana di Napoli, rientra – secondo quanto reso noto – in una più ampia attività investigativa volta al contrasto dell’inquinamento del fiume Sarno.
Le operazioni sono state condotte nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e dal Comando della Polizia Metropolitana. Il provvedimento ha riguardato, in particolare, parte delle strutture di una società attiva nella lavorazione di carni bovine, ovine e suine.
Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora al vaglio degli inquirenti e da verificare nelle sedi opportune, sarebbero stati riscontrati scarichi di reflui industriali in assenza delle necessarie autorizzazioni e senza adeguati sistemi di pretrattamento, oltre a possibili irregolarità nella gestione di rifiuti speciali, anche di natura pericolosa, in violazione della normativa ambientale vigente.
Nel corso degli accertamenti tecnici, effettuati anche con il supporto di personale dell’ARPAC, gli operatori avrebbero utilizzato sostanze traccianti per verificare il percorso delle acque reflue
. Gli esiti delle verifiche avrebbero evidenziato – secondo quanto riferito dagli investigatori – che le acque provenienti da un impianto di autolavaggio interno, ritenuto abusivo, confluivano in un sistema destinato esclusivamente alle acque meteoriche, per poi essere immesse nella rete fognaria pubblica senza autorizzazione.
A seguito di tali riscontri, è stato disposto il sequestro dell’impianto di autolavaggio, delle attrezzature collegate e del sistema di raccolta delle acque. Ulteriori accertamenti avrebbero inoltre portato al rinvenimento di un cassone contenente rifiuti eterogenei, tra cui materiali classificati – in base alla normativa – come rifiuti sanitari pericolosi, anch’essi sottoposti a sequestro.
Il provvedimento, spiegano gli inquirenti, è stato adottato con finalità preventiva, per evitare la prosecuzione delle presunte condotte illecite e possibili ulteriori conseguenze sull’ambiente.
L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo sul bacino del Sarno: dall’inizio dell’anno, sarebbero sette i sequestri effettuati in materia ambientale dalla Polizia Metropolitana di Napoli, nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato nel dicembre 2025 tra diverse procure campane, le procure generali competenti, l’ARPAC e le forze di polizia giudiziaria.