Nel corso di un’operazione mirata al controllo della filiera della pesca ed in particolar modo della produzione e commercializzazione dei mitili, i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, coordinati dal Capitano di Fregata (CP) Savino RICCO, hanno proceduto, congiuntamente al 2° Nucleo Sub della Capitaneria di Porto di Napoli, all’individuazione ed al sequestro di 120 filari di mitili per un totale di circa tre tonnellate, abusivamente coltivati nell’ambito portuale di Castellammare di Stabia. I filari di cozze, impiantati da ignoti erano opportunamente occultati in quanto tenuti in sospensione da grossi bidoni di plastica semiaffondati per non essere visibili ai controlli.
Al termine delle operazioni, i militari intervenuti hanno interessato il Magistrato di turno della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che autorizzava il sequestro e disponeva la distruzione del prodotto mediante affondamento, che è poi avvenuto in un tratto di mar
e antistante il litorale stabiese, ad una profondità di oltre 80 metri. L’attività scaturisce da alcuni sospetti che erano maturati nei giorni scorsi, quando a seguito di alcuni controlli eseguiti dai militari della Guardia Costiera Stabiese, congiuntamente al personale della competente ASL NA 3 SUD, era stata individuata una partita di cozze (oltre 70 Kg) in una pescheria che non aveva esibito alcun documento comprovante la provenienza del prodotto. Oltre alla sanzione amministrativa prevista di 2.000, è stato sequestrato il prodotto e poi distrutto. Alcuni elementi emersi dai controlli, facevano ritenere che il prodotto non venisse da molto lontano. Da qui i controlli accurati nell’ambito portuale che hanno portato all’individuazione dell’allevamento abusivo.
Il risultato conseguito con l’operazione di oggi è quello di aver sottratto dal mercato mitili di dubbia provenienza che avrebbero consentito di preparare oltre 9.000 piatti.