Cronaca

Castellammare - Sei anni di carcere al bidello accusato di molestie sessuali al Ferrari

Gli epispodi risalgono a dicembre del 2018. L'arresto avvenne a maggio dello scorso anno.


   Immagine dal web non collegata alla notizia

Sei anni di carcere al 55enne bidello accusato di molestie sessuali nei confronti di due studentesse minorenni dell’istituto Ferrari. La sentenza è stata emessa ieri dai giudici del tribunale di Torre Annunziata a seguito delle accuse a carico dell’uomo arrestato nel maggio del 2019 per episodi che si sarebbero consumati nel dicembre del 2018. Ma non solo. I legali delle due ragazze hanno anche richiesto un risarcimento danni di cui potrebbe beneficiare anche il comune di Castellammare di Stabia che si è costituito parte civile nel processo che si è svolto con rito abbreviato come richiesto dai legali dell’uomo.

Il bidello fu arrestato alla fine del mese di maggio del 2019 dopo una lunga indagine condotta dalla polizia di Stato iniziate a seguito delle denunce presentate dalle due 15enni. Ad incastrarlo fu il suo DNA ritrovato sui vestiti della giovane.

L'inchiesta è partita grazie al coraggio di una delle due che ha deciso prima di parlarne con sua madre e poi con le forze dell'ordine. Dopo la prima denuncia, ne è arrivata subito un'altra che vedeva sempre il 55enne protagonista.

Da dicembre del 2018 le indagini sono state condotte nel segreto più assoluto fino al 31 maggio quando gli agenti del commissariato di Castellammare arrestarono il bidello. Un episodio che pose sotto shock l'inte

ra città delle acque che chiese la testa dell'orco che abusava delle minorenni.

Violenze che sarebbero avvenute in una piccola sala bar dell'istituto stabiese. Lì l'uomo prestava servizio e all'arrivo delle studentesse provava ad avere rapporti con loro. Il 55enne fu quindi ristretto ai domiciliari in attesa del processo che si è svolto nei giorni scorsi.

Un caso che fece presto il giro dello stivale, varcano i confini della città di Castellammare. In particolare, fece discutere molto il fatto che il 55enne risultò non nuovo a questi comportamenti: sarebbe stato trasferito da una scuola precedente per essere stato beccato in bagno mentre spiava le studentesse. Nonostante ciò ebbe di nuovo la possibilità di stare in classe, a contatto con gli studenti. A riguardo il preside, che intervenne nella trasmissione "Storie Italiane" di Rai1, si difese: «Quando c'è un trasferimento, viene inviato un fascicolo dalla scuola. Da questi documenti non risultava nulla: non potevamo sapere cose che non ci hanno detto. Noi abbiamo esaminato e abbiamo tenuto conto di quello che ci è stato trasmesso. Dopo questo episodio, subito abbiamo sospeso l'uomo. Abbiamo parlato con il padre della ragazza e con le forze dell'ordine per affrontare il caso. Da lì abbiamo iniziato a collaborare con la polizia».


giovedì 6 febbraio 2020 - 08:57 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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