Edifici non sicuri e aule mancanti, gli studenti di Castellammare di Stabia quest’oggi hanno boicottato le lezioni e sono scesi in strada, con striscioni e fumogeni, per chiedere un pronto intervento delle istituzioni locali.
Tutti i ragazzi delle scuole stabiesi, dai licei agli istituti tecnici, si sono dati appuntamenti al centro città per manifestare il proprio malcontento e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà presenti ogni giorno nei propri plessi. Traffico inevitabilmente in tilt per qualche ora anche a causa della chiusura del viadotto San Marco. A seguire il corteo erano comunque presenti le forze dell’ordine per garantire la sicurezza.
I rappresentanti, in compagnia degli studenti di tutte le età, hanno sfilato per le strade principali stabiesi con l’obiettivo di giungere a Palazzo Farnese dove il sindaco Gaetano Cimmino potrebbe ricevere una delegazione per discutere dei problemi. In particolare, diversi istituti scolastici di Castellammare presentano delle carenze importanti evidenziate anche durante l’ultima ondata di maltempo di inizio novembre che ha costretto il primo cittadino a firmare lo stop alle lezioni per fare una verifica sta
tica delle strutture. In più, come accade da tempo al liceo classico Plinio Seniore, c’è anche una carenza di aule considerato il numero consistente di iscritti. Ed è per questo motivo che gli studenti vogliono garanzie, vogliono studiare in aule sicure anche durante le intemperie e non girovagare fra le succursali.
Il movimento di protesta di quest’oggi segue anche quello che si sta diffondendo a livello nazionale dove nelle più importanti città italiane ci sono stati cortei contro le politiche del nuovo governo.
«La battaglia è comune - ha detto il sindaco Gaetano Cimmino - , dobbiamo fare fronte comune. In questo modo riusciremo a raggiungere gli obiettivi e lanciare un messaggio forte per la Città Metropolitana di Napoli competente per gli istituti superiori del nostro territorio. Dissento dal metodo utilizzato dagli studenti, il dialogo è costante e se mi avessero invitato allo sciopero sarei stato in prima fila, oppure anche senza striscioni avrei dialogato con loro se mi avessero chiesto un incontro. Già da domani ci attiveremo assieme con gli studenti per stilare un elenco degli interventi urgenti e meno urgenti da inviare alla Città Metropolitana».