Oggi milioni di studenti tra ansia, gioia e preoccupazione sono tornati sui banchi di scuola. Come sarà andato il gran ritorno? Lo abbiamo chiesto proprio a loro, ai protagonisti di questa vicenda: dirigenti scolastici, studenti, genitori e maestre.
Lo scenario che ne è venuto fuori è molto diverso tra una realtà e l’altra. Come nel caso della scuola Basilio Cecchi dove – secondo la dirigente - è andato tutto per il meglio. E l'affluenza è stata considerevole: si stima che circa l'80% degli studenti erano presenti oggi in aula, gli assenti erano tra i più piccoli della scuola materna.
"Devo dire la verità, non mi aspettavo un'affluenza simile – racconta la Preside dell'istituto, Angela Antonelli- perchè ovviamente i genitori sono preoccupati ed è una cosa normale. Spero domani ci sia ancora una presenza maggiore. Oggi è andata abbastanza bene! Ora io vorrei capire anche lo stato d'animo dei bambini: non sono numeri, meritano di essere ascoltati, quindi bisogna fare le cose ponderate, mirate e ad hoc per aiutare bambini e genitori. Si devono fare le cose con raziocinio! Uno dei problemi che resta però è quello di far capire ai genitori che non devono fare assembramenti fuori dall'istituto. Io all'interno posso smuovere l'impossibile e organizzare tutto alla perfezione, ma ci devono aiutare anche i genitori. E a questo proposito devo dire che l'amministrazione comunale ci sta aiutando moltissimo, è molto collaborativa. Tutti abbiamo paura ma dobbiamo affrontarla. Io chiedo solo che se si è deciso di aprire non chiudete più le scuole perchè per i bambini sarebbe un danno psicologico."
Più contenuto invece il ritorno a scuola all'istituto Karol Wojtyla dove l'affluenza si aggira intorno al 40%. Il dirigente scolastico, Gaetano Gallinari, si chiede quale sarà l'evoluzione della situazione dal punto di vista epidemiologico che influenza sicuramente l'apertura o la chiusura delle scuole. "Speriamo che questo sia un rientro che ci porti a continuare con la scuola in presenza" dice. Nella segreteria dell'istituto sono arrivate molte email di genitori che chiedono la didattica a distanza ma dopo l'ordinanza del governo, con la scuola in presenza, è impossibile portare avanti la DAD visto che i docenti sono presenti in classe. "Le preoccupazioni dei genitori sono comprensibili sul piano umano, ma noi per decreto dobbiamo aprire le scuole per rispettare le norme dello Stato" continua il preside. L'istituto tra l'altro per la sicurezza dei bambini ha attuato una serie di misure prese insieme al comitato tecnico-scientifico, come gli erogatori ad altissima temperatura che sterilizzano gli ambienti, i punti di contatto, i pavimenti, le maniglie delle porte, ecc... "Insomma siamo dotati di tutti quei meccanismi che servono per sanificare gli ambienti" ci tiene a rassicurare infine il preside.
Particolare è sicuramente il caso della scuola elementare al San Marco, il III Circolo Didattico, che preferisce non rilasciare nessuna considerazione. Mentre invece, interpellate, alcune mamme di bambini che frequentano l'istituto si dicono molto con
trariate e infastidite dal comportamento dei vertici della scuola. Alcune raccontano l'impossibilità di confrontarsi con le altre mamme poichè alcune insegnanti hanno voluto che fosse chiuso il gruppo WhatsApp privato delle mamme. "Ci tappano la bocca e non capisco perchè- racconta una mamma- oggi avrei voluto confrontarmi con gli altri genitori e non è stato possibile. Io ho preferito non mandare mio figlio a scuola per diversi motivi e diverse problematiche che ho riscontrato già con l'ultima didattica in presenza. Ancora in zona rossa, non me la sono sentita di mandarlo perchè a scuola io credo che non è cambiato niente. L'ultima volta a mio figlio gli ho dovuto dare io igienizzante e mascherina. Io non ci credo che la scuola è sicura perchè non mi sento rassicurata. Io posso dire che mio figlio con la didattica a distanza ha appreso ma anche perchè l'ho seguito. Io giustifico i genitori che devono lavorare allora penso che si dovrebbe far scegliere tra la DAD e la didattica in presenza. Così non si affollano le aule e si va incontro alle esigenze di tutti. Io non voglio un figlio ignorante ma lo voglio anche sano!"
Di parere contrario poi ci sono alcune insegnanti di altri istituti. Una di loro ci racconta: «Oggi siamo ritornati in presenza e il ritorno a scuola è stato normale. Noi le procedure e i protocolli li avevamo già attuati nel rientro precedente. Per quanto riguarda la scuola dove insegno io si entra ad orari scaglionati, cerchiamo sempre di non far assembrare i bambini. O ancora facciamo attenzione anche ai bambini che vanno col pulmino che escono prima e poi dopo man mano si esce ad orari differenti. Il problema, detto da mamma e pure da insegnante, non è la scuola ma l'esterno perchè i genitori a volte si ammassano. In realtà, io non penso che la scuola sia vincolo o incubatrice di virus. Il virus viene portato dall'esterno. Le maestre è vero che sono state vaccinate ma comunque hanno le mascherine e in molti casi addirittura lo schermo protettivo sul viso e manteniamo la distanza di sicurezza. A terra abbiamo le strisce, bene o male riusciamo a rispettare gli spazi. I bambini poi, piccini, tengono su la mascherina tutto il tempo, da protocollo del ministero la possono abbassare solo per fare merenda. Riguardo la presenza, un po' di assenteismo c'è. In alcune classi erano quasi tutti presenti, tranne qualche caso positivo al virus oppure una delle categorie a rischio, ma in altre i bambini erano un po' pochi. Molte mamme si illudono che non mandando i bambini a scuola si attivi la DAD, ma non è così. Perchè la scuola è aperta e noi insegnanti siamo tenuti a stare a scuola. Se i bambini si assentano noi dobbiamo segnare l'assenza e la cosa grave è che il percorso didattico viene interrotto. La DAD è obbligatoria solo per chi ha la certificazione come soggetto fragile o si è in quarantena. Ad esempio, alcuni miei colleghi delle scuole medie che hanno le classi di seconda e terza media oggi erano a scuola a fare video-lezione agli studenti che ancora non rientrano in presenza. La scuola oggi nonostante tutto è in presenza».