È polemica a seguito dell’approvazione della Delibera di Giunta n. 28 del 27 febbraio 2026 con cui l’Amministrazione comunale di Castellammare di Stabia ha dato il via libera a uno schema di accordo con il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale (DADI) dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
L’intesa riguarda attività di pianificazione urbanistica, mobilità sostenibile, centro storico, redazione di masterplan e partecipazione a progetti europei. Un ambito ampio e strategico, che tocca direttamente il futuro assetto della città.
A sollevare critiche sono i consiglieri di opposizione Antonio Cimmino e Gisella D’Amora, che in una nota parlano di “urbanistica affidata fuori dal Consiglio” e accusano la maggioranza di aver esautorato l’aula consiliare.
“Una delega politica mascherata da cooperazione”
Nel comunicato si precisa che “il problema non è l’Università”, ma il metodo scelto dalla Giunta. Secondo i firmatari, dietro la formula del protocollo si celerebbe una delega ampia e preventiva a un soggetto esterno su funzioni considerate strategiche, comprese le partnership europee.
“Le scelte su PUC, rigenerazione urbana e mobilità – sostengono – rischiano di essere indirizzate fuori dall’aula consiliare. È un precedente pericoloso”. La pianificazione del territorio, aggiungono, rappresenta “il cuore della sovranità politica di una comunità” e non può essere demandata tramite atti generici o formule burocratiche.
Consiglio comunale “messo ai margi
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Altro punto critico riguarda il ruolo del Consiglio comunale. L’opposizione denuncia l’assenza di un confronto preventivo e di una discussione pubblica sull’accordo. “Nessun dibattito, nessuna relazione dettagliata sugli impatti economici e organizzativi. Si decide tutto in Giunta e si comunica a cose fatte”, si legge nella nota.
Una modalità definita come “gestione accentrata e opaca”, che – secondo i consiglieri – ridurrebbe il Consiglio a un mero passaggio formale.
Il nodo dei costi
Nel testo della delibera si afferma che l’accordo non comporterebbe riflessi finanziari per l’Ente. Un passaggio che l’opposizione giudica “poco credibile”.
Nel comunicato si evidenzia infatti come l’intesa preveda la messa a disposizione di strutture e personale, l’accesso a banche dati comunali e la possibilità di stipulare convenzioni attuative anche onerose. “Affermare che non vi siano effetti economici indiretti è una forzatura politica prima ancora che tecnica”, sostengono Cimmino e D’Amora.
Le prossime mosse
I consiglieri annunciano la richiesta di tutti gli atti relativi all’accordo e l’intenzione di portare la questione in Commissione, valutando ulteriori iniziative politiche e istituzionali.
“La città merita atti chiari, obiettivi misurabili, trasparenza sulle risorse impiegate e pieno coinvolgimento del Consiglio comunale”, concludono. “La maggioranza si assuma la responsabilità di questo metodo. Noi continueremo a fare opposizione con determinazione e senza sconti.”