«Rispediamo al mittente le accuse gratuite, infondate, assurde e ingiuriose di un ex sindaco che ci sembra assai confuso». La replica di Gaetano Cimmino, Vincenzo Ungaro ed Emanuele D'Apice non si fa attendere in merito alle invettive dell'ex sindaco Antonio Pannullo, che ha esteso gli orizzonti delle “ombre grigie” anche al centrodestra, da lui escluso inizialmente dal gruppo dei colpevoli dello scioglimento, in quanto la loro scelta era stata ritenuta coerente al ruolo di opposizione in consiglio comunale. Ebbene, Pannullo stavolta non le manda a dire e parla di una presunta altrui volontà di favorire «qualche pseudo-imprenditore amico di merende» attraverso il fallimento della Sint. Ma i tre ex consiglieri di Prima Stabia non hanno intenzione di dar credito alle accuse di Pannullo, chiarendo il proprio punto di vista in relazione al bando per il rilancio delle Terme. «Nessuno ha mai parlato di bloccare il bando. - spiegano Cimmino, Ungaro e D'Apice - Abbiamo specificato che il bando sul termalismo va sospeso fino alle elezioni poiché non ne conosciamo i dettagli e si rischia, appunto, di abbandonare gli ex lavoratori e di consegnare gli stabilimenti nelle mani degli speculatori. Va sospeso per amore della trasparenza e della legalit&agr
ave; che lo stesso Pannullo sembra "bramare". Va sospeso per tutelare proprio quei lavoratori che l'ex sindaco vuole "proteggere". Va sospeso per permettere alla politica di assumersi le proprie responsabilità e far risorgere gli stabilimenti termali». I nodi della questione, dunque, sembrano essere due: l'inserimento della clausola sociale nel bando e l'esigenza di monitorare il percorso di rilancio delle Terme con un apparato amministrativo che soltanto a fine maggio sarà garantito dal responso delle urne. Dopo il primo tentativo andato male per affidare le Antiche Terme ai privati e la vendita di alcuni beni non strategici per ripianare i debiti di Sint, il centrodestra teme che gli speculatori possano approfittare dell'impasse politica per accapparrarsi gli stabilimenti, mettendo in disparte i termali. «Non riusciamo a capire il ragionamento di Pannullo, mandato a casa da suoi ex fedelissimi. - concludono i tre ex consiglieri - Le accuse che fa non appartengono certo al nostro schieramento politico che ha sempre avuto un solo interesse: il bene della città. Abbiamo sempre agito nella massima trasparenza sia fuori sia dentro Palazzo Farnese. Le sale oscure e i coni d'ombra non sono mai appartenute alla nostra cultura e al nostro modo di fare politica».