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Castellammare - Sciopero della Fincantieri per la scomparsa del giovane ventenne morto a Monfalcone

L'azienda si unisce al cordoglio per la scomparsa del ragazzo che lavorava per la ditta del padre nella medesima azienda. Riaperta la questione sicurezza sul lavoro.

di Davide Soccavo


Anche il cantiere di Castellammare si unisce al cordoglio per la scomparsa del ragazzo di 20 anni originario di Fiumicello, in provincia di Udine, morto mentre stava lavorando nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone. Due ore di sciopero degli operai per ricordare il giovane che lavorava per la ditta del padre nella medesima azienda.

Stando alle prime ricostruzioni dell'accaduto, il ragazzo avrebbe avviato una manovra di spostamento di alcuni fasci di tubi. Tale manovra sarebbe stata la causa della caduta di un blocco di cemento dal peso di circa 700 chili che lo ha ferito dappertutto. Il giovane è morto subito dopo il ricovero presso l'ospedale Cattinara di Trieste.

La RSU ha proclamato due ore di sciopero con uscita ant

icipata per ogni turno di lavoro. In seguito all'incidente altre rappresentanze dei sindacati aziendali, quali Cgil, Cisl e Uil, e le segreterie territoriali hanno partecipato allo sciopero.

Inoltre, la Fiom-Cgil nazionale ha chiesto maggior attenzione alle misure di sicurezza relative al tema degli appalti all’interno del Gruppo Fincantieri. Un tema che, per l'azienda, tocca da vicino soprattutto i dipendenti. L’azienda di Trieste ha sempre prestato fede al proprio regolamento riguardo alla sicurezza sul lavoro, ritenuto più che idoneo, ma l’incidente di ieri a Monfalcone riapre ovviamente la questione e sarà necessario irrigidire ulteriormente i controlli per salvaguardare l'incolumità dei lavoratori.


giovedì 10 maggio 2018 - 12:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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