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Castellammare, scioglimento del Comune: il Tar ordina al Viminale di consegnare tutti gli atti

Sessanta giorni di tempo per depositare la documentazione integrale, senza omissis, che ha portato al commissariamento dell'ente. L'ex sindaco: «Un primo risultato per potersi difendere nel merito».


Nuovo capitolo nella vicenda dello scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata. Il Tar del Lazio ha ordinato al Ministero dell'Interno di depositare l'intera documentazione che ha portato al provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale, disposto lo scorso luglio. I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta presentata nell'ambito del ricorso promosso dall'ex sindaco e da alcuni componenti della precedente amministrazione, stabilendo che gli atti dovranno essere trasmessi entro 60 giorni.

Una decisione importante per il prosieguo della battaglia giudiziaria contro il commissariamento, ma che non rappresenta ancora una pronuncia sulla legittimità dello scioglimento. Il Tribunale ha infatti ritenuto necessario acquisire tutti gli elementi alla base del provvedimento prima di affrontare nel merito le contestazioni sollevate dai ricorrenti.

Gli atti richiesti al Ministero dell'Interno
Nel dettaglio, il Tar ha disposto l'acquisizione di quattro gruppi di documenti: la relazione del prefetto di Napoli, gli atti relativi alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica del 5 maggio, i provvedimenti di nomina della commissione d'accesso e tutta la documentazione relativa all'attività svolta dalla stessa commissione, compresa la relazione conclusiva.
Particolarmente significativo il passaggio relativo alle modalità di trasmissione. I giudici hanno chiesto che la documentazione venga depositata in versione integrale, senza omissis e corredata di tutti gli eventuali allegati e degli atti richiamati, nel rispetto delle cautele necessarie in considerazione della natura classificata di alcuni documenti.
Una richiesta che punta a consentire alla parte ricorrente di conoscere nel dettaglio gli elementi raccolti durante l'attività ispettiva e di poter articolare compiutamente la propria difesa.

Il nodo della relazione di oltre 400 pagine
La decisione del Tar è stata accolta dall'ex primo cittadino come un primo risul

tato nella battaglia legale contro lo scioglimento. In un intervento sui social, ha ribadito la necessità di poter consultare tutta la documentazione utilizzata per motivare il provvedimento.
Al centro delle contestazioni anche la vicenda della relazione di oltre 400 pagine circolata nei mesi scorsi e sulla quale si è sviluppato un ampio dibattito pubblico. Secondo quanto sostenuto dall'ex sindaco, l'unico documento ufficiale finora notificato sarebbe la relazione di quattro pagine firmata dal ministro dell'Interno.
Il rapporto più corposo, invece, non sarebbe mai stato notificato né all'ex primo cittadino né agli altri soggetti interessati dal procedimento. Da qui la richiesta di chiarire anche le circostanze della sua diffusione e la sua effettiva autenticità, considerando la presunta classificazione come documento riservato.
L'ex amministratore ha inoltre richiamato l'attenzione sulla necessità di tutelare la reputazione e la riservatezza delle persone citate nella documentazione circolata nei mesi scorsi.

La battaglia giudiziaria entra in una nuova fase
Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare è stato disposto nel luglio scorso, dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri del 14 luglio, con la motivazione della presenza di presunti condizionamenti della criminalità organizzata sull'attività amministrativa.
Da allora la gestione dell'ente è stata affidata a una commissione straordinaria, incaricata di guidare il Comune per diciotto mesi.
Con l'ordinanza del Tar si apre adesso una nuova fase del contenzioso. Il Ministero dell'Interno dovrà trasmettere la documentazione richiesta entro sessanta giorni. Successivamente il Tribunale potrà fissare l'udienza pubblica per discutere il ricorso nel merito.

La partita sulla legittimità dello scioglimento resta dunque aperta. Solo dopo l'esame delle carte e delle contestazioni delle parti i giudici potranno pronunciarsi sulle ragioni che hanno portato alla fine anticipata dell'amministrazione comunale.

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venerdì 6 novembre 2026 - 14:42 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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