La scelta del nuovo comandante della polizia municipale sta creando tensioni all'interno della maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. La decisione di procedere attraverso un interpello interno, coinvolgendo esclusivamente i dipendenti comunali in possesso dei requisiti di legge, ha generato malumori nel Partito Democratico, che aveva invece proposto un profilo esterno con esperienza comprovata nella lotta alla criminalità e nel ripristino della legalità. Un'opzione, quella dell'interpello interno, che per il primo cittadino rappresenta una scelta di continuità amministrativa e valorizzazione delle risorse interne. Tuttavia, questa linea non è stata condivisa dall'ala del PD più sensibile alle tematiche della sicurezza, con Sandro Ruotolo tra i principali oppositori. Ruotolo, da sempre in prima linea nella denuncia delle infiltrazioni criminali e promotore di politiche di contrasto alla delinquenza organizzata, aveva spinto per una nomina esterna, capace di imprimere una svolta netta nell'azione della polizia municipale. La scelta del
sindaco, ignorando le pressioni dei democratici, rischia di alimentare ulteriori frizioni in una coalizione già segnata da divergenze su altri temi cruciali. Proprio la lotta alla criminalità era stata una delle bandiere della campagna elettorale che aveva portato Vicinanza alla guida della città, con Ruotolo come garanzia di un impegno concreto in tal senso. Il mancato ascolto delle istanze del PD, dunque, appare come un segnale di progressiva marginalizzazione della sua componente più intransigente sul fronte della legalità. Questa vicenda potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri interni alla maggioranza, soprattutto in vista delle prossime scadenze amministrative. L'ala del Partito Democratico che ha sostenuto Vicinanza si trova ora davanti a un bivio: accettare la decisione del sindaco e proseguire con un atteggiamento conciliante o alzare il livello dello scontro, mettendo a rischio la tenuta della coalizione. Il tema della sicurezza urbana e della gestione della polizia municipale resta, dunque, un nodo politico di primissimo piano.