Cronaca

Castellammare - Scavi fermi in piazza Unità d'Italia, residenti in rivolta. «Pronti a rivolgerci alla giustizia»

Temono per la staticità degli edifici circostanti lo scavo, ormai divenuto un buco al centro della piazza coperto da un semplice telo.

di Simone Rocco


Scavi in Piazza Unità d’Italia fermi da mesi, insorgono i residenti della zona. In particolare, i condomini dei civici 14 e 20 ieri hanno inviato - a mezzo posta certifcata – una comunicazione alla Soprintendenza Archeologica, al sindaco di Castellammare e all’EAV nella quale, in sintesi, chiedono «la messa in sicurezza con preavviso di ricorso all'Autorità Giudiziaria per danno temuto». I cittadini temono che, con l’arrivo delle piogge autunalli, possano verificarsi smottamenti nel “cratere” aperto nel bel mezzo della piazza che potrebbero quindi interessare I vicini palazzi.

I residenti della zona, nella loro missiva, ricordano «il tentativo dell’EAV Ente Autonomo Volturno di realizzare un parcheggio sotterraneo nei pressi della stazione Circumvesuviana di Castellammare di Stabia». Lavori iniziati nei primi giorni del 2019 e che avevano ben presto portato alla luce una struttura romana, risalente ai IV secolo d.C, appartenuta a un insediamento Stabiae risalente verosimilmente ai 79 dopo Cristo.

«Ad oggi l’intero scavo risulta abbandonato – incalzano i cittadini - , coperto solo da un telone che lo sottrae alla vista ma non lo protegge dalle violente intemperie che scaricano al suolo enormi quantità di acque e che purtroppo si stanno verificando per effetto della tropicalizzazione del clima. Essendo detto scavo aperto, è lapalissiano che le acque piovane non defluiscano più nelle fogne ma si infiltrino nel terreno imbibendo i plinti dei fabbricati adiacenti (i più vicini distanti appena 8/9 mt), come da grafico sotto riportato». Ed allagano un preciso diseg

no della situazione.

Un fenomeno da non sottovalutare poichè «l’acqua (che si infiltra dagli scavi non sigillati) danneggia il cemento dei plinti dei fabbricati adiacenti su cui poggiano i pilastri (ad iniziare dai numeri civici 14 e 20) di Piazza Unità d’Italia – prosegue la lettera - AI di là delle responsabilità e delle motivazioni che hanno indotto sia la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli che l’amministrazione del Comune di Castellammare di Stabia ad abbandonare rispettivamente ricerche e progetti, l’attuale stato di abbandono dell’ampio scavo espone fabbricati e residenti a tangibili rischi per i danni cagionati direttamente dall’incuria di lasciare esposti gli scavi citati agli eventi avversi, quali le piogge torrenziali, peraltro già verificatesi in diverse occasioni».

Dopo la precisa analisi, quindi, passano alla richiesta di «ripristino dello stato dei luoghi (o in sub-ordine la messa in sicurezza degli scavi stessi) in quanto si ha la ragionevole convinzione, visto l'approssimarsi del periodo autunnale e di quello invernale, di un danneggiamento da infiltrazioni dei plinti di cemento che sorreggono i fabbricati, tale da far prefigurare plausibili pericoli alla staticità dei fabbricati».

Ora si aspettano una pronta risposta, nei fatti, dagli enti interessati. In caso perduri la situazione di stallo, si dicono pronti a ricorrere all’Autorità Giudiziaria «per danno temuto (ai sensi degli artt. 1172 c.c., 688 e 669 bis e ss. c.p.c.), con ogni conseguenza di legge sia civile che penale».


giovedì 5 settembre 2019 - 10:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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