Tutto è relativo, direbbe Einstein. Ebbene, la teoria non si smentisce neppure per Castellammare. La serie B conquistata dalla Juve Stabia nel 2011 ha rappresentato un momento di festa per gli stabiesi, molti dei quali hanno deciso di “ridipingere” la città con i colori sociali della propria squadra del cuore, il giallo e il blu, in segno di riconoscenza verso gli autori dell'impresa. Ma la serie B identifica purtroppo con una connotazione negativa gli scavi di Stabia, un sito archeologico che stenta a decollare anche a causa dell'assenza di un marketing promozionale e di un adeguato sistema infrastrutturale finalizzato ad agevolare l'avvento dei turisti nelle due splendide ville romane. Accade così che in tanti, scendendo alla stazione di via Nocera o Castellammare centro, abbiano difficoltà ad orientarsi e siano costretti a barcamenarsi tra le strade chiedendo informazion
i ai passanti, spesso anch'essi poco informati sulla materia. D'altra parte, non è un caso che la segnaletica che appare a chi proviene dal San Marco sia deturpata da tre B di colore giallo e blu, che coprono completamente l'indicazione per gli scavi. Altrove capita anche che la segnaletica sia nascosta dietro una selva di piante, che tra l'altro invadono quasi per intero il marciapiede lungo via Passeggiata Archeologica, la strada su cui insistono le due ville romane. Un pessimo biglietto da visita per una città che punta ad essere inserita a pieno titolo nel circuito archeologico di Pompei ed Ercolano. La convenzione con la Soprintendenza di Pompei per la creazione del museo Archeologico nella Reggia di Quisisana potrebbe giovare anche agli scavi di Stabia, ma occorre un progetto ad ampio raggio per dare nuova linfa al turismo culturale in una città che privilegia il paesaggio alla storia.