«Ho appena presentato, attraverso una pec, le osservazioni al Puc. A mio avviso, lo dico senza peli sulla lingua, andrebbe revocato». Lo dice l'ex consilgiere comunale Tonino Scala, che spiega. «C'è stata una accelerazione nel corso delle ultime ore prima dello scioglimento, con una discussione in Commissione falsata. Ci han fatto ragionare su vani che si sono trasformati, per magia, all'atto dell'approvazione, in alloggi, ma questa è altra storia e riguarda un passato che mi auguro non torni più. Chi governa ha il diritto dovere di farlo con rispetto nei confronti della città, dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, ripeto, questo fa parte del passato».
Oggetto delle osservazioni presentate da Scala il numero di alloggi previsti che «non corrisponde alle esigenze reali del territorio. 1.116 sono i nuovi alloggi previsti dal puc, una vera è propria città nuova, non rispondente con quanto previsto dalla Legge Regionale in materia. Le proiezioni sulla popolazione futura ci dicono che nel 2030 Castellammare toccherà le 61.693 unità, con una diminuzione rispetto al 2020 di 2.131 abitanti. Le famiglie al 2030 stimate dovrebbero essere pari a 25.744 mentre gli alloggi esistenti sono oggi 25.
991. Il fabbisogno residenziale, stimato sulla base del rapporto di un alloggio per ciascun nucleo familiare, è già ampiamente soddisfatto. Ci sarebbero addirittura case in più. Il fabbisogno, quindi, risulta nullo ed è pertanto da escludere qualsiasi nuovo intervento edilizio al di là dei programmi che attualmente risultano approvati dall’Amministrazione Comunale sciolta».
Per questi motivi Scala auspica che chi di dovere intraprenda «la strada delle profonde correzioni, sulla base delle osservazioni. Strada praticabile e potrebbe dare un segno diverso a uno strumento nato male che non si misura con il tema della prospettiva della città. Consumare suolo, cementificare, la costa, logica prevista da questo Puc, è una vecchia e logora ricetta. La storia dovrebbe insegnarci che questi ingredienti hanno solo procurato a Castellammare come altrove disastri. Confido nel buon senso dei Commissari. Quanto alle forze politiche e sociali credo sia il momento per rincontrarci e provare a rimettere in campo una prospettiva, anche per aiutare i Commissari in questo difficile compito. Vero che non c'è una Amministrazione, ciononostante chi governa la città, in questo particolare periodo storico, non può restare solo».