Cronaca

Castellammare - Scacco al pizzo, in aula vittima inchioda 'o profeta

Un imprenditore del settore dei videopoker e slot machines, non ha cambiato versione rispetto alla denuncia fatti anni fa: Gli pagavo il pizzo».

di rc


Racket del clan Cesarano, il boss Luigi Di Martino in aula faccia a faccia con la sua vittima. Si sono ritrovati nell'aula del tribunale di Torre Annunziata di fronte, vittima e carnefice. Ma la vittima, un imprenditore del settore dei videopoker e slot machines, non ha cambiato versione rispetto alla denuncia fatti anni fa e da cui sono scattati gli arrestati per Luigi' o profeta, il figlio Gerardo Di Martino, Raffaele Belviso e Aniello Falanga. Gli ultimi tre hanno scelto il rito abbreviato e hanno già incassato pene dai 5 ai 7 anni ciascuno. Luigi 'o profeta invece ha scelto il rito ordinario e ieri ha ascoltato in aula il racconto choc della vittima del pizzo. "Pago da dieci anni perché avevo paura, paura per la mia famiglia e per

il mio lavoro. Temevo di avere problemi e allora pagavo. Prima davo 500 euro al mese a Gerardo, poi questi fu arrestato e mi hanno portato da Luigi 'o profeta". E il boss del clan di Ponte Persica aumenta la rata, raddoppiandola. Poi finisce in manette anche Luigi Di Martino e l' imprenditore viene taglieggiato da Raffaele Belviso, l'ultimo ras della cosca. Con il nuovo cambio al vertice la rata mensile da versare nelle casse del clan sale a 4mila euro "perché sono aumentati i carcerati". "Mi hanno chiesto l'aumento dicendo che lavoravo anche a Scafati e Pompei", altre zone sotto la gestione del clan Cesarano. Alla fine l'imprenditore trova il coraggio denunciando tutto alla polizia che nel giro di pochi mese arrestati i esattori del clan.


sabato 19 maggio 2018 - 09:47 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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