«Chi pensa di venire qui e fare proclami oppure per annunciare di aver stanziato i soldi, commette un errore. La giunta regionale precedente aveva stanziato 250milioni di euro. Sono passati 5 anni e alla fine non c’è stata nemmeno l’approvazione del progetto».
Continua a rimanere alta l’attenzione su fiume Sarno. Questa mattina è stato il capogruppo del Partito Democratico in Regione Campania, Mario Casillo, a recarsi alla foce del fiume, nei pressi della ormai famosa griglia, per verificare di persona la situazione. Un’occasione per chiarire anche la posizione della Regione in questa vicenda ma, soprattutto, per spiegare quelli che sono gli interventi già previsti e che da qui a 5 anni dovrebbero finalmente portare all’agognato obiettivo della balneabilità di gran parte della costa oggi inaccessibile.
«Da quando siamo stati eletti nel 2015 – ricorda Casillo - , siamo passati dalla fase delle denunce a quella dei progetti. Con lo stesso comune di Castellammare abbiamo collaborato alla chiusura degli scarichi abusi e canalizzato le fognature. Un’attività che ha portato, come si evince dagli stessi dati Arpac, ad un netto miglioramento della qualità delle acque del mare stabiese. Ma questo è solo un pezzo. Non bisogna fermarsi, il vero problema è qui, è il fiume Sarno. In questo fiume finiscono gli scarichi fognari di 250mila cittadini. E’ su questo che si sta lavorando, con le opere relative ai collettori sub1 e sub2. Si tratta delle grandi condotte che portare i reflui ai depuratori. Opere ferme al palo per problemi burocratici. Ma ora, per quanto riguarda il sub2, abbiamo affidato la risoluzione delle problematiche alla Gori che ci ha garantito che per la primavera del 2019 il collettore andrà
; in funzione. Ciò significa che i comuni di Striano, Ottaviano, Terzigno, San Giuseppe e tanti altri non scaricheranno più nel Sarno ma andranno ai depuratori. Il collettore sub1 deve raccogliere i reflui dei comuni di Pompei e Scafati, che contano oltre 80mila abitanti. Anche qui ci sono stati problemi di natura burocratica ma si conta di risolverli entro la fine del 2019. Poi c’è ancora un pezzo della rete fognaria di Castellammare che finisce nel Sarno, qui stiamo aspettando che l’Enel completi i lavori per portare la corrente alle pompe di sollevamento e quindi permettere ai reflui di giungere al depuratore. Il Sarno deve diventare il simbolo di una regione che fa dell’ambiente il punto cardine della propria produttività. Poi si dovrà lavorare agli scarichi abusivi, e lo si potrà fare con maggiore efficienza quando andranno in funzione i collettori sub1 e sub2. Ma il vero grande risultato si avrà con il completamento del Grande Progetto Sarno per risolvere le problematiche relative al rischio idrogeologico passando per il dragaggio del fiume. Stiamo infine studiano un’alternativa alla realizzazione della seconda foce Sarno, ed abbiamo individuato una soluzione. Qualora necessaria sarà localizzata in una posizione diversa in modo da avere anche l’ok del comune di Torre Annunziata».
E proprio sulla griglia Casillo infine chiarisce. «Su questo bisogna ammettere che anche da parte nostra era necessaria una maggiore attenzione. Nel 2010 avevamo fatto delle interpellanze ottenendo dei risultati. Poi c’è stato un po’ di disattenzione. Abbiamo parlato ora con il presidente Bonavitacola e ci ha garantito che il problema sarà risolto e le tre griglie ritorneranno in funzione così come era originariamente».