Il delegato del clan D’Alessandro, un suo parente e un esponente del Partito Democratico rinchiusi dentro un’automobile a Scanzano nei giorni antecedenti al primo turno delle elezioni amministrative del 2013. Ad ascoltarli ci sono i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, che captano la richiesta del politico dem di avere rassicurazioni sul fatto che tutti i santini elettorali fossero stati recapitati nei luoghi concordati. Augusto Bellarosa, indicato come il probabile delegato del clan ai rapporti con i politici, conferma di aver ricevuto tutto. Quanto basta per gli inquirenti per comprendere verso chi era orientato il voto nella roccaforte dei D’Alessandro nel corso di quella tornata elettorale, in cui il Partito Democratico ottenne un notevole consenso, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria del sindaco Nicola Cuomo contro la coalizione di centrodestra guidata da Antonio Pentangelo. Questo è uno dei passaggi chiave dell’inchiesta Cerbero, svelato nove anni dopo quella vicenda, a testimonianza dell’influenza del clan sulla vita politica che affonda le radici già diverso tempo addietro, coinvolgendo nel caso in questione un esponente del partito di riferimento del centrosinistra stabiese. Si tratta, invero, dell’unico incontro testimoniato dalle indagini, ma lo scenario che emerge è quello di un inquinamento del voto che troverebbe riscontro nelle pagine dell’inchiesta che ha portato all’emanazione d
i 35 avvisi di garanzia ai capi e ai gregari del clan. Lo scioglimento del consiglio comunale si è materializzato poco più di un mese fa, andando a colpire l’amministrazione di centrodestra, mandata a casa per condizionamenti mafiosi a fronte della relazione dettagliata della commissione d’accesso e dei successivi pareri espressi dal Prefetto e dal Ministro dell’Interno. Ma la sensazione di uno scioglimento che affonda le radici nel passato e che coinvolge tutti gli schieramenti politici comincia a prendere forma nelle stanze della politica. Ed è proprio il Pd ad uscire per primo allo scoperto, dichiarando di voler marcare la differenza rispetto ad altri partiti e di essere pronto ad espellere chiunque possa essersi macchiato di aver intrattenuto rapporti con la criminalità. Mentre l’europarlamentare Fulvio Martusciello parla di “una sinistra con una doppia morale che ha avuto la sua vittima sacrificale e si accontenta” e ritiene che lo scioglimento abbia radici profonde, le stesse “che portarono il centrosinistra a vincere il ballottaggio quell’anno”. Resta l’impressione di uno scenario ancora pieno di interrogativi da risolvere, che non si sono estinti con lo scioglimento e che iniziano a trovare risposte con le nuove inchieste in corso, in attesa che si possa finalmente fare chiarezza anche sull’assassinio di due consiglieri comunali, vicende su cui ancora tante nubi faticano ad essere dissipate.