Tutto il personale dev’essere sottoposto a tampone. È quanto richiesto dall’organizzazione Sindacale FSI-Usae, visto l'aggravarsi delle positività in capo ai Professionisti Sanitari, Medici, Infermieri, O.S.S. e a tutte le altre figure professionali sanitarie e non che operano nelle strutture sanitarie campane. In una lettere indirizzata ai vertici dell’ASL Na3, Antonio Cascone – segretario regionale della FSI-USAE - ricorda delle «difficoltà che ci sono all’interno dell’ospedale San Leonardo nel differenziare chi è stato esposto a un possibile contagio da chi no. L’intero personale potrebbe essere colpito da infezione, il che lo porta a svolgere una involontaria funzione di diffusore del contagio, sia fuori che dentro la struttura ospedaliera».
Ma c’è di più. Viene posto all’attenzione dell’azienda il pericolo a cui vengono esposti i bambini che si presentano in osped
ale con febbre e tosse. Anche loro vengono quindi accolti nel pre-traige, a poca distanza dagli adulti. Il pericolo è che possano essere contagiati. Per questo è stato chiesto che proprio per i bambini sia predisposto un percorso separato. «Chiediamo valutazioni, verifiche e interventi urgentissimi –spiega Raffaele Amodio, coordinatore FSI-USAE Na 3 Sud- Non possiamo permettere questo scempio: non possiamo permettere che dei bimbi per percorsi interni possano subire contagi o altro. Chiediamo che tutto venga delocalizzato in altri locali attigui con l’intervento del pediatra di turno in modo da non incrociare il bimbo con presunta febbre».
Ma una buona notizia arriva sempre dal San Leonardo. Tutti i medici e gli infermieri del blocco operatorio sono risultati negativi al test del tampone. Un sospiro di sollievo dopo le polemiche suscitata a seguito del parto cesareo a cui avevano partecipato per aiutare una donna di Scafati, affetta da Covid-19, a partorire.