Massima attenzione alle norme sanitarie e di igiene di tutti i locali dell'ospedale. E' questa la nuova linea 'dura' dettata dalla direzione sanitaria del San Leonardo, coordinata dal dottor Mario Muto. Troppe le criticità riscontrate nei reparti dallo staff delle pulizie, costretto a veri e propri straordinari per badare alla cura di oggettistica di importanza secondaria come busti, santini, effigi religiose e persino vasi di fiori.
Ecco che allora, proprio in queste ore, i vertici della struttura avrebbero deciso di rimuovere i cimeli per rendere più sicuro l'ospedale dal punto di vista igienico e facilitare il compito degli addetti. Una scelta, precisa il dottor Muto, «dovuta alla tutela esclusiva delle condizioni di salute dei degenti». Poco male anche a livello d'immagine, visto i recenti casi di cronaca che hanno accostato il San Leonardo alla presenza di zanzare o blatte.
«Fiori e simboli religiosi di vario tipo sono oggetti che poco hanno a che fare con il contesto ospedaliero - chiarisce il direttore sanitario a Stabia Channel -. Abbiamo dedicato uno spazio apposito alla Chiesa, ho chiesto di persona a don Roberto di effettuare visite per
iodiche tra i reparti. Il parroco si è fatto carico di questa situazione, occupandosi inoltre di custodire nella cappella tutti questi oggetti sacri che da soli impiegherebbero circa un'ora per essere puliti ogni giorno».
In questo senso i reparti più 'colpiti' sembrerebbero essere quelli di cardiologia e neonatologia, tanto che i vertici ospedalieri si sono premurati di chiedere l'assistenza degli stessi visitatori per migliorare la situazione: «Gli omaggi floreali sono belli e vanno per la maggiore per le nascite - prosegue Muto -, ma chi li dona deve anche comprendere che le piante consumano ossigeno, si deperiscono, con l'acqua possono attirare insetti. Sono veicoli di infezioni».
Priorità chiare, insomma. «Al primo posto c'è il mantenimento di una buona igiene in tutti i locali dell'ospedale. Anche alla luce dei controlli ministeriali che qui in Campania stanno diventando frequenti, è dovere di tutti rispettare tutte le norme vigenti. Del resto - chiosa con schiettezza il dottor Muto -, è meglio rispettare ora i vivi tenendoli al sicuro dalle minacce che commemorare poi le immagini dei defunti...».