Cronaca

Castellammare - San Leonardo, la direttrice: «Nessun focolaio, ci prepariamo ad affrontare la fase 2»

La dottoressa Santarpia: «Abbiamo eccellenze in ogni reparto. Al San Leonardo salviamo vite».

di Roberto D'Auria


Alla guida dell’ospedale San Leonardo da due settimane, in un periodo tra i più difficili dal punto di vista sanitario negli ultimi 100 anni. La dottoressa Rosa Santarpia è subentrata alla direzione sanitaria del nosocomio stabiese al dott. Mauro Muto. Un incarico con molte responsabilità, ingigantite dall’emergenza Covid-19. Ma i precedenti 7 anni di servizio proprio al San Leonardo e gli 8 in direzione all’ASL Napoli Nord, le hanno conferito l’esperienza giusta per poter guidare l’ospedale di Castellammare di Stabia.

Da settimane si parla del San Leonardo come un focolaio epidemico del virus, dopo i 20 casi di contagio tra medici ed infermieri, oltre ai 3 operatori del 118. Un bollettino che si è aggiornato appena ieri sera con ben 5 nuovi contagi tra il personale. «In alcuni di questi casi – ci tiene subito a precisare la Santarpia – si è trattato di contagi contratti al di fuori dell’ambiente lavorativo. In alcuni altri non dovuti al contatto con pazienti positivi ricoverati al San Leonardo. E’ necessario quindi fare i necessari distinguo prima di parlare di focolaio».  Ed anche sul caso del parto della donna di Scafati affetta da covid-19 ci tiene a far sapere che «anche lì non c’è stato alcun contagio tra gli operatori che l’hanno trattata. La paziente è stata gestita  seguendo tutte le regole previste dai protocolli medici vigenti. Alla fine tutto è andato bene, per la mamma stessa e per il neonato. In ogni caso, proprio per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, l’azienda sta portando avanti la sua indagine interna». Indagini che anche le forze dell’ordine hanno condotto per conto della Procura.

Pochi giorni dopo aver ricevuto l’incarico di guidare il San Leonardo la Santarpia ha subito presentato un piano di  riorganizzazione dell’ospedale. «Voglio subito precisare che qui non si tratta di creare un secondo covid hospital. Per questo, l’azienda ha già individuato il presidio di Boscotrecase. SI tratta di un piano che tiene conto delle necessità e delle situazioni da affrontare nel corso della fase 2 dell’emergenza. Un piano che ho condiviso in settimana con i primari dei vari reparti e poi con i sindacati. Dopo aver affrontato l’onda d’urto della fase 1, con 40 accessi al giorno di sospetti covid, ora stiamo tornando alla normale attività di accesso. Ci potremmo quindi trovare in situazioni in cui un paziente ricoverato presso un qualsiasi reparto, nel corso della sua degenza manifesti sintomi tipici da infezione da covid. In questi casi, ritengo possa essere utile avere, per ciascun reparto, stanze dedicate ad isolare questi pazienti in attesa di accertarne il contagio ed il suo successivo trasferimento alle strutture dedicate. L’obiettivo è evitare che altri pazienti e gli stessi operatori sanitari possano essere contagiati».

Porta d’accesso all’ospedale è ovviamente il pronto soccorso. Un reparto che, dopo le chiusure negli altri presidi, è diventato punto di riferimento anche per i cittadini di tante altre città limitrofe. «L’afflusso è aumentato ed aumenterà – spiega la Sa

ntarpia -  I reparti di ortopedia e cardiologia dell’ospedale di Boscotrecase sono stati chiusi. A Castellammare quindi arriveranno pazienti anche dall’hinterland. Un reparto che quindi va potenziato. Tutto il nuovo personale arrivato negli ultimi mesi – spiega ancora la direttrice del San Leonardo – è stato tutto dirottato al pronto soccorso. Nei prossimi giorni, e precisamente il 16 maggio, arriveranno altri oss e andranno tutti al pronto soccorso, così come arriveranno nuovi medici già selezionati dall’ASL. Il reparto verrà quindi rafforzato. Non dimentichiamoci che proprio questo reparto ha visto 3 medici affetti da covid ma ora stanno meglio. Due in particolare stanno migliorando rapidamente e li aspettiamo a braccia aperte perché validi professionisti».

Chi si è trovato a dirigere l’ospedale San Leonardo negli ultimi anni si è scontrato spesso con i sindacati. La stessa Santarpia, appena insediata, è dovuta intervenire per ammonire i rappresentanti dei lavoratori – ma anche i dipendenti – dal rendere pubbliche alcune situazioni interne al nosocomio stabiese. «Esiste un disciplinare dell’ASL, codificato anche all’interno del codice civile e penale. Gli atti interni non si possono diffondere. Le notizie, se non adeguatamente argomentate, possono creare panico tra i cittadini. E questo non deve accadere. In una certa fase ho letto sui social gente che si diceva preoccupata e che non sarebbe mai andata in ospedale per paura del contagio. Non deve quindi passare la falsa informazione che qui ci si ammala. Noi salviamo vite umane e le persone devono avere fiducia in noi, e quando leggo queste cose mi rammarico. I rapporti con i sindacati sono sempre particolari perché i ruoli sono diversi. Spero di avere un dialogo con loro il più pacifico possibile, dobbiamo raggiungere tutti lo stesso obiettivo, chiaramente saranno diverse le modalità, ma lo scontro è anche costruttivo quando al tavolo ci sono persone ragionevoli».

Intanto la riorganizzazione al San Leonardo è già iniziata. «Nel reparto di medicina d’urgenza – ci spiega la Santarpia – abbiamo già rivisto tutti i percorsi, è stata fatta una formazione ad hoc per il personale ed una rivalutazione dell’intero reparto. Ora faremo lo stesso anche per la chirurgia. Tutti i primari si sono adoperati con l’obiettivo di affrontare al meglio la fase 2. Ho avuto la disponibilità di tutti, abbiamo creato una buona squadra. Inoltre – prosegue – c’è una bella sinergia anche con il Covid Hospital di Boscotrecase».

«Qui al San Leonardo ci sono tantissime eccellenze – racconta ancora la Santarpia – Tra queste il dott. Bianco che gestisce la gom, per la patologia oncologica del colon retto. Puntiamo poi a riportare l’emodinamica a Castellammare. Abbiamo in programma il rifacimento delle sale operatorie. Sempre nel nostro ospedale abbiamo 6 branche della chirurgia. Il miglior punto nascite della Campania è qui al San Leonardo. Anche per tutto questo sono orgogliosa di dirigere questo ospedale. Ora dobbiamo andare avanti e superare questa pandemia con obiettivi ben precisi».

Castellammare - Coronavirus, il San Leonardo si conferma focolaio: altri 5 operatori positivi al Covid-19


domenica 26 aprile 2020 - 09:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca