Se per alcuni l'ospedale San Leonardo di Castellammare è un gioiello, altri preferiscono evidenziare una realtà che pare davvero diversa. È il caso ad esempio della sigla sindacale Fsi Usae, che tramite il segretario provinciale Antonio Cascone ha voluto replicare a quanto affermato ieri dal portavoce Fials Gennaro Iovino sui miglioramenti del nosocomio stabiese sotto la guida dell'ex direttore sanitario Savio Marziani.
«Saremmo curiosi di chiedere a lavoratori ed utenti un parere in merito - ha ironizzato Cascone a StabiaChannel.it -. Parliamo di un ospedale in caduta libera, letteralmente morto nel pomeriggio. Dopo le 14 sono praticamente chiusi i reparti di ortopedia, neurologia, urologia, oculistica, e otorino. Tra i servizi manca addirittura quello del trasporto infermi o dell'emodinamica».
Non solo, secondo il parere di Fsi a risultare fatiscente è la stessa struttura: «Non funzionano nemmeno gli ascensori, gli spogliatoi sono angusti e umidi - ci spiega -, per non parlare poi dei bagni». Le carenze maggiori in ogni caso sono sempre quelle che interessano il numero degli effettivi: «Quello del personale è un problema a 360º, assieme al sovraffollamento dell'utenza (attestata annualm
ente attorno alle 600mila unità, ndr) tutto questo contribuisce all'assenza di un reale protocollo contro le malattie infettive, o anche per trattare i codici rosa, quelli inerenti a violenze o maltrattamenti su donne e bambini. I pazienti sono infatti spesso ammassati nel pronto soccorso per ore prima di prendere una direzione specifica».
E a proposito di pronto soccorso, quello pediatrico, malgrado l'atto aziendale dell'Asl Napoli 3 Sud che lo ha reso operativo lo scorso 31 maggio, continua ad essere 'attivo' solo sulla carta. «Non è ancora funzionante, genitori e bambini sono quindi costretto ad affrontare l'odissea del ps canonico, con attese lunghe ed evitabili, dal momento che avremmo a disposizione i mezzi per offrire un servizio più adeguato e diretto».
L'ultimo disagio ha riguardato poi il macchinario delle Tac, fuori uso da due giorni. L'imbarazzante disservizio ha fatto sì che alcune ambulanze, a seconda dei casi specifici, venissero dirottate verso Torre del Greco o Boscotrecase. Per non parlare del conseguente caos - se mai ce ne fosse bisogno - innescato al pronto soccorso. «Dove altri vedono un gioiello - conclude Cascone - noi vediamo quindi un ospedale in piena crisi, con operatori sotto numeri, sfiniti ed esausti».