«Cosa non ha funzionato e soprattutto cosa fare?». Questi gli interrogativi sollevati dalla FSI-ESAE, sindacato dei lavoratori dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Interrogativi posti all’attenzione della direzione generale dell’ASL Napoli 3 SUD alla luce degli ultimi due casi di contagio che hanno colpito altrettanti operatori sanitari del reparto di medicina d’urgenza. Tanto che ieri, lo stesso Raffaele Amodio della FSI-USAE aveva chiesto di chiudere il reparto.
Oggi una nuova nota, a firma di Amodio ed Esposito, in cui evidenziano come «la situazione del contagio degli operatori all’interno del San Leonardo diventa sempre più preoccupante con l’aumento di operatori contagiati, nei reparti di Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza, dimezzando il numero di quelli in servizio».
«Mentre gli esperti a tutti i livelli puntano all’accentramento delle Strutture Covid - hanno scritto - come principale strategia, contro il diffondersi del contagio, nel San Leonardo si propone l’esatto contrario». Il riferimento è alla nota redatta dal nuovo direttore sanitario del San Leonardo, Rosa Santarpia, in cui si propone una serie di interventi per riorganizzare i reparti del nosocomio stabiese. In realtà, la Santarpia ha fatto sapere che non
è proprio così e che già lunedì incontrerà i primari dell’ospedale per discuterne e, successivamente, gli stessi sindacati.
«Tutto questo non vuole essere una pretestuosa polemica – precisano Amodio ed Esposito - , ma la sconfortante presa d’atto di essere ostaggi di una regia affidata a dilettanti allo sbaraglio che rischia di far precipitare tutti nel baratro». Per questo, hanno chiesto di «affidare la gestione dell’emergenza a professionisti competenti, che possano dare certezza agli operatori ed agli utenti».
Sulla vicenda è intervenuto Tonino Scala, il consigliere comunale di Liberi e Uguali. «Da inizio crisi abbiamo provato con tutti i mezzi a nostra disposizione di denunciare ciò che stava accadendo. Oggi siamo focalaio, non lo vogliono chiamare così ma di questo stiamo parlando. Mi auguro che il nuovo direttore sanitario possa comprendere ed intervenire ad horas. Per la prima volta nella storia sindacale ospedaliera i sindacati parlano lo stesso linguaggio. Ci sarà un motivo? Son tutti cattivi e sporchi e di parte quei sindacalisti che vedono i loro compagni di lavoro ammalarsi e s'incazzano? Sono irresponsabili al punto di non chiedere un centesimo sulla busta paga, ma protezione per loro e per noi. Fate presto ora e subito».