Tre famiglie col fiato sospeso, in attesa del pronunciamento del magistrato. Il fabbricato abusivo di via Schito per adesso resta in piedi. Ma le prossime ore saranno decisive per comprendere se il pm darà l’ok alla demolizione a carico dei proprietari oppure le ruspe dovranno entrare subito in azione. Nella giornata di ieri, per oltre 10 ore sul posto erano presenti i tecnici comunali, la polizia municipale, i servizi sociali, unitamente agli agenti del commissariato, ai carabinieri, ai vigili del fuoco e agli operatori delle utenze. In una prima fase, il magistrato aveva lasciato intendere che non c’erano margini per acconsentire alle richieste dell’avvocato dei proprietari di procedere alla demolizione in autonomia, dato che l’opzione era stata proposta in maniera tardiva. Ma al momento del distacco delle utenze relative ad acqua, luce e gas, alcuni proprietari hanno deciso di recarsi personalmente in Procura per chiedere di acconsentire al
la demolizione a proprio carico, evitando così il salasso dell’abbattimento in danno.
Ruspe ferme, dunque, ma i margini per evitare la demolizione non esistono, dato che l’abuso è stato certificato oltre un decennio fa da una sentenza del tribunale passata in giudicato. E che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata già nel 2017 aveva trasmesso al Comune di Castellammare di Stabia l’elenco dei fabbricati abusivi da demolire, per i quali l’ufficio tecnico nell’ultimo triennio ha attivato le procedure con la Cassa Depositi e Prestiti per adempiere a quanto richiesto dal procuratore. Nel frattempo, con le utenze ormai staccate, gli inquilini e i proprietari hanno riempito gli scatoloni con tutto il materiale da portare via, insieme al bagaglio di ricordi collegati a quelle abitazioni. E in quel fabbricato era in affitto anche una scuola privata, che dovrà ora trovare un’altra sede.