Quindici giorni per richiedere integrazioni di documenti e trenta per esprimere le proprie determinazioni in merito al progetto, poi sarà l’ente proponente a valutare se si renderà necessario convocare una riunione simultanea con tutte le parti in causa. Si sblocca il progetto relativo alla mitigazione del rischio idrogeologico sul Faito con la convocazione della conferenza di servizi decisoria in modalità asincrona in merito all’intervento che dovrà essere effettuato per la messa in sicurezza del versante del Faito, al fine di limitare ai minimi termini i pericoli connessi al dissesto lungo il costone. Tutti gli enti preposti, dalla Regione alla Città Metropolitana, passando per il Ministero dei Beni Culturali, per l’Autorità di Bacino e per il Parco dei M
onti Lattari, avranno la possibilità di esprimersi entro i termini sanciti all’interno del documento relativo alla convocazione della conferenza, che tuttavia non si svolgerà in unica sede ma contemplerà l’opportunità per gli enti di presentare i propri pareri in modalità scritta per poi valutare se arriveranno atti di dissenso e se questi ultimi saranno da ritenersi o meno superabili. Il progetto avrà luogo con i 10 milioni di euro che erano rimasti bloccati per diversi anni presso il Ministero dell’Ambiente ed erano stati recuperati nel recente passato per poter dare slancio ad un intervento che servirà a ridurre i rischi connessi al dissesto idrogeologico e, probabilmente, anche a ripristinare la strada che da Quisisana conduce in cima al Faito.