Cronaca

Castellammare - Riqualificazione ex Cirio, niente domiciliari per Pentangelo e Cesaro

Respinta la richiesta dell'accusa

di genesp


Niente domiciliari per Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro, due parlamentari che sono stati accusati di aver agevolato in qualche modo l'imprenditore Adolfo Greco per la riqualificazione dell'area Cirio nella periferia di Castellammare di Stabia. Il Tribunale del Riesame infatti ha bocciato il ricorso presentato dall'accusa che chiedeva di assegnare la reclusione ai domiciliari per i due politici di centro-destra (e con loro un funzionario delle Agenzie delle Entrate) che avrebbero aiutato l'imprenditore stabiese ad ottenere permessi a costruire ed autorizzazione varie. Lo stesso imprenditore, Greco, è finito al centro di un procedimento giuridico per i suoi collegamenti con la criminalità organizzata. Secondo i giudici del Riesame, infatti, non ci sarebbero le basi per restringere la libertà di Pentangelo e Cesaro in quanto entrambi sono del tutto incensurati e non sembrano avere collegamenti con i clan del territorio. Per questo motivo non è stata adottata nessuna misura restrittiva in attesa che si decida su come procedere in tribunale nel

processo a loro carico se dovesse esserci un rinvio a giudizio. I due infatti sono ancora indagati ma da tempo si discute, come racconta Metropolis in edicola, dell'impossibilità da parte dell'accusa di utilizzare alcune intercettazioni all'interno dell'eventuale udienza. Il motivo è semplice: l'inchiesta che coinvolge Cesaro e Pentangelo è una costola dell'inchiesta Olimpo che nel 2018 causò un vero e proprio terremoto nella città di Castellammare mettendo in luce collegamenti tra il mondo della criminalità organizzata e quello dei colletti bianchi. Dalle intercettazioni usate per incastrare i boss e affiliati, sarebbero emersi nuovi dettagli sulla riqualificazione Cirio e avrebbero tirato in ballo in due politici. Così la decisione di estendere l'indagine anche se non si sarebbe potuto fare per la mancanza di autorizzazione. O almeno è questa la tesi della difesa che ha già ottenuto una vittoria in tal senso la magistratura sembra intenzionata a procedere comunque chiedendo un nuovo rinvio a giudizio.


sabato 30 aprile 2022 - 15:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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