La vera sfida delle prossime elezioni amministrative? Rimettere in cammino Castellammare. E’ questa la convinzione dell’ex sindaco stabiese Salvatore Vozza che, come ci tiene lui stesso a precisare, «non è l’annuncio di una candidatura», quanto piuttosto la volontà «di richiamare l’attenzione sulla complicatissima situazione in cui si trova la città, e segnalare che occorre non considerare le prossime elezioni amministrative come una scadenza ordinaria».
Ma prima di tutto bisogna partire dalla fine. Da come si è conclusa l’ultima amministrazione comunale, con «le accuse che sono volate tra i componenti della maggioranza e il Sindaco». Quindi riflettendo se «sia normale che si ritorni al voto senza che sia stata fatta chiarezza sui presunti condizionamenti e, dunque, in assenza di interventi che possono essere previsti dalla Prefettura e dal Ministero dell’Interno». Insomma, come avevamo già scritto noi di StabaiChannel qualche giorno fa, non è ancora scontato che Castellammare vada al voto nell’immediato. C’è una spada di Damocle che incombe, che è quella della macchina della Giustizia che sta indagando e facendo il proprio corso.
Nel caso si vada al voto, però, Vozza spera che gli stabiesi lo facciano in modo da «imprimere una svolta, dare uno scossone, per realizzare obiettivi concreti, provando a ridare dignità e prestigio alla nostra città con un progetto che faccia rinascere la fiducia e la speranza - in primo luogo tra i giovani - che Castellammare si possa rimettere in cammino. Serve che la Città ritorni in Consiglio con le sue forze migliori – ribadisce Vozza - , serve che tante e tanti diano la disponibilità ad assumere una posizione pubblica, candidandosi. Serve un voto per una soluzione forte, di rottura, che non consenta più di continuare con squallidi giochetti, con vendette, con piccole miserie; che dica un NO chiaro a qualsiasi patteggiamento sugli assessorati, per impedire che gli stessi si trasformino in feudi separati, “patrimonio” dei singoli Consiglieri che li hanno pretesi, per evitare che le deleghe affidate agli assessori non rispondano più al sindaco, ma solo ed unicamente ai singoli a cui sono state affidate; un voto che dica un forte SÌ ad un Sindaco che in assoluta e totale autonomia, esercititi le prerogative che la legge gli assegna. Un sindaco che s’impegna a presentare, prima che i candidati firmino l’accettazione della candidatura, assieme ad un programma puntuale e definito con le forze che lo sostengono, le donne e gli uomini che dovranno comporre la giunta».
Civiche si, ma bisogna saperle riconoscere. «Se ai partiti, a cui va riconosciuto un ruolo ed una funzione essenziale, chiediamo di cambiare profondamente, di non far prevalere interessi particolari su quelli della città, è alla comunità che tocca trovare nuove modalità di partecipazione per operare un controllo vero ed efficace sulla vita del Comune.
Un controllo efficace – dice Vozza - , svolto da una solida rete civica, consentirà anche di arginare il ruolo svolto da alcune finte liste civiche che, in realtà, servono unicamente a nascondere operazioni di potere, a gestire pacchetti di voti ed a soddisfare ambizioni personali». «Se la città, con le sue forze sane, non riuscirà a diventare protagonista nel dare impulso ad una radicale stagione di trasparenza . prosegue l’ex sindaco - , allora la penetrazione e il condizionamento della camorra diventeranno sempre più determinanti, così come il voto di scambio e la compravendita di voti peseranno inevitabilmente sull’esito finale del voto. Vi è anche la consapevolezza, soprattutto in chi come me ha avuto l’onore di fare il Sindaco di questa straordinaria città, che non si può guardare alla ingarbugliata e difficile vicenda di oggi in modo distaccato, pensando solo di poter evidenziare gli errori commessi dagli altri, senza partire da una analisi accurata dei propri. Occorre davvero grande umiltà - a cominciare da me - nel dare giudizi, nell’evitare di animare solo polemiche e chiacchiericci inutili, nel provare a dare il proprio contributo senza la pretesa di avere ricette già pronte in tasca. È questo il momento per provare a unire. Serve uno scatto di reno, servono critiche più severe, purché basate su fatti e atti concreti. E’necessario un salto di qualità, ma soprattutto l’impegno di tutti. Mettiamo Castellammare al primo posto e proviamo ad assicurare 5 anni di stabilità, con un lavoro produttivo, serio, che crei le premesse per far ripartire la Città».
Una città ferma. «Nonostante l’effetto positivo dovuto alla riapertura della Villa Comunale – sottolinea Vozza - , Castellammare rischia in modo irreparabile di vedere depotenziati gli ultimi pezzi del suo patrimonio produttivo: da Terme a Fincantieri. E’ passata quasi nell’indifferenza generale la circostanza che, in una città che ha quartieri complicati come Savorito e Moscarella, Castellammare ha perso finanziamenti pubblici per oltre 30 milioni. Un’operazione che, se portata a termine, avrebbe generato migliore qualità della vita e numerosi posti di lavoro. Basta consultare il solo piano delle Opere Pubbliche del 2016 per toccare con mano quanto quest’affermazione trovi riscontro nei numeri: siamo a una cifra vicino allo ZERO dal punto di vista degli investimenti avviati. Vincerà chi riceverà più consensi, ma ciò non cambierà l’agenda delle scadenze con cui qualsiasi sindaco e qualsiasi nuova maggioranza dovranno fare i conti fin da subito».
Le priorità. Una città ferma e con tanti problemi da risolvere. Per farlo occorreranno persone capaci, incondizionate ed incondizionabili. Persone serie e preparate che, innanzitutto, conoscano quali sono le problematiche che attanagliano la città, abbiano o vaglino le soluzioni per risolverle, dando a ciascuna la giusta priorità. Ed è quello che lo stesso Vozza prova a fare.
Camorra. «Il Comune deve fare la sua parte in stretta collaborazione con le forze dell’ordine e della magistratura – sostiene Vozza - Mai più dovremmo assistere al triste spettacolo di una maggioranza i cui componenti si sbattono in faccia accuse di poca trasparenza negli atti assunti, di condizionamenti dei poteri forti e criminali». Da non tralasciare «la lotta alle attività commerciali non autorizzate e ai parcheggiatori abusivi, con attenzione particolare alle fasce orarie e i luoghi dove il fenomeno si intensifica».
Scuola e Servizi Sociali. Per combattere la camorra, il primo strumento da mettere in campo è senza dubbio quello offerto dalle scuole, impegnando i giovani in attività extrascolastiche e tenendoli così lontani dalle tentazioni della malavita. Bisogna costruire «un vero e proprio Patto tra scuole, famiglie e Comune con l’obbiettivo di realizzare il “progetto di scuole aperte di pomeriggio” il chè significa, non solo mettere a disposizioni spazi, servizi, attività sportive e culturali, ma far ripartire la città valorizzando le forze e le energie che vi abitano». Il tutto con il necessario supporto delle politiche sociali del comune. Un ufficio di Piano per il quale, secondo Vozza, «si deve abbandonare l’idea di un Ufficio “instabile” dal punto di vista delle risorse umane». Maggiore attenzione ai disabili, facendo in modo che «l’Ambito Sociale N.27 sia in grado di esaminare e gestire con tempestività le domande, presentate in forma individuale, per la partecipazione al nuovo bando regionale 2018 che mette a disposizione circa 11 milioni di euro».
Sanità. Il San Leonardo è stato sempre al centro delle attenzioni della politica negli ultimi anni, soprattutto durante le campagne elettorali. E’ stato bacino di voti per questo e quel candidato, ma poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. «Castellammare non può più
; accettare l’attuale situazione di difficoltà in cui versa la sanità stabiese – dice Vozza - La “gestione politica della sanità” ha prodotto guasti, sprechi – oltre 80 milioni di sovrafatturazioni- disfunzioni e disagi, che hanno mortificato le tante professionalità che vi lavorano. Il sindaco deve e può pretendere di più per il San Leonardo e per riorganizzare i LEA».
Lavoro. Forse la piaga più grave e profonda della città. Migliaia di posti lavoro persi nel corso degli ultimi anni, ma con ancora un qualche briciolo di speranza se si opereranno bene alcune scelte fondamentali. A patire dalle Terme. «E’ stato pubblicato in questi giorni il bando per la privatizzazione sulla base degli atti approvati dal Consiglio Comunale – ricorda Vozza - Prescindendo dalla valutazione circa i contenuti del piano, dal tipo di gara scelto, dall’assenza di qualsiasi tutela per i lavoratori, dalla vendita sconsiderata di pezzi del patrimonio, appare evidente che il prossimo Sindaco e il prossimo Consiglio si troveranno immediatamente a prendere atto o del fallimento del bando o dell’assenza di proposte di privati su cui esprimersi; dovranno urgentemente aprire un’interlocuzione con la Regione per non perdere la concessione delle acque minerali e gli accrediti sanitari». Ma a Castellammare la parola lavoro è sinonimo di Fincantieri. «Gli accordi e le intese sottoscritti tra Governo, Fincantieri, la Regione Campania e Autorità Portuale, sono state ampiamente disattese – afferma l’ex sindaco - Oggi, nonostante Fincantieri abbia acquisito un ruolo rilevante sulla scena internazionale, mancano un piano, proposte, una missione chiara e investimenti per il nostro Cantiere. Nei fatti, non possiamo che constatare come lo spegnimento lento di questa nostra attività stia in concreto già avvenendo. È un altro drammatico tema che si troveranno ad affrontare subito i nuovi eletti. Occorrerebbe riprendere subito, come hanno richiesto i lavoratori e i sindacati, la strada dell’intesa con tutti i soggetti interessati per definire i contenuti per il rilancio del Cantiere».
Commercio e Turismo. Le nuove basi su cui si dovrà poggiare l’economia della città che, sottolinea Vozza, «ha le carte in regola per giocare un ruolo in questi settori nel panorama della nostra Regione. Bisogna redigere una sorta di carta di azioni da mettere in atto con gli operatori del settore. Servono azioni e segnali forti per non disperdere le presenze di visitatori provenienti da altri Comuni e l’incremento turistico reso possibile dall’iniziativa dei nostri operatori». E la ricetta do Vozza sta nello «snellimento delle procedure amministrative che regolano e disciplinano le attività, sottoscrivendo con la Camera di Commercio di Napoli apposita convenzione». Il tutto «mettendo al centro dell’azione amministrativa i beni culturali … per rilanciare la città e tentare di offrire risposte anche in termini di sviluppo economico e turistico ai bisogni delle giovani generazioni». Ma è proprio sulla cultura che Vozza punta per «rigenerare la città». Tante le proposte in campo. Proprio per questo ci ritorneremo in modo più preciso e puntuale. Un assaggio? Reggia, polo museale, scavi, turismo ferroviario, biblioteca, archivio storico.
La macchina amministrativa. Il Comune di Castellammare conta oggi circa 325 dipendenti. Pochi anni fa ne erano 625. Anche per questo «il Comune non è in grado di offrire servizi efficienti e adeguati alle esigenze dei cittadini». Proprio in questi giorni si discute delle nuove 38 assunzioni che il Comune potrà fare. Ma «prima di procedere a nuove assunzioni – dice Vozza - bisognerebbe discutere e ridefinire, consultando la città, il modello di Comune che ci serve per affrontare le sfide del futuro». E come non dedicare la giusta attenzione al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che, per Vozza, «non sta funzionando secondo quanto stabilito nel contratto, a partire dal raggiungimento della percentuale di differenziata prevista per legge. Del resto ciò si evince dal costo altissimo 14 per i cittadini: complessivamente il Comune paga oltre 12 milioni all’anno, e quasi 70 per l’intera durata del contratto. Eppure siamo diventati la città dei bidoncini per i rifiuti lasciati permanentemente sui marciapiedi, dei cestini sfondati. Dove sono gli oltre 350 cestini nuovi che dovevano essere istallati? E gli interventi costanti per tenere pulito l’arenile? Settanta milioni di costo meriterebbero che la città fosse “curata in altro modo».
Dissesto idrogeologico. I recenti eventi meteorici hanno mostrato una gravissima fragilità degli alvei che dai versanti del Monte Faito arrivano al mare attraversando la città. Gravi sono le condizioni degli alvei (Cognulo, Piazza Grande, Foiano, Faro, San Pietro) che costituiscono un persistente pericolo per le aree immediatamente sottostanti. Quello di Castellammare è, dunque, un territorio ad «elevata pericolosità» dovuta soprattutto al «sistema montuoso che sovrasta la nostra città». Quindi «la necessità di recuperare il finanziamento, seppure insufficiente, di dieci milioni per la messa in sicurezza dei versanti del monte Faito». «Il progetto – spiega Vozza - individua come prioritari gli interventi nei tratti ubicati a monte della SS 145, (strada Quisisana – Faito, alvei Castello, Cognulo, Foiano), tralasciando i tratti a valle e le aree del centro storico. Non è accettabile che su Centro Antico incombano questi pericoli; utilizzando progetti e competenze esistenti, serve presentare un piano e la richiesta di ulteriori risorse, in accordo con tutti i soggetti interessati, alla Regione».
Il mare. Una «grande risorsa oggi non pienamente sfruttata» dice Vozza «È sul mare che oggi Castellammare gioca in gran parte il proprio destino. Il risanamento ambientale dell’intero golfo, ed in particolare lo specchio d’acqua in cui si riflette la linea di costa, dovrà consentire, in tempi rapidi, la balneazione, elemento che caratterizza molte città di mare». Un problema che non può prescindere dalla bonifica del Sarno. Dall’inchiesta della Magistratura stanno emergendo ritardi, inefficienze, fondi non utilizzati per oltre 100 milioni di euro. Serve, attraverso un vero e proprio accordo tra le Istituzioni, la definizione dei tempi per concludere gli ultimi interventi. «Castellammare deve essere “risarcita” – dice Vozza - per le conseguenze dell’inquinamento del Sarno prodotto da altri Comuni e dalle attività industriali che sversano nel Sarno». Attenzione, infine, all’arenile dove bisogna dire «no alla realizzazione di strutture che creino nuove barriere tra il mare e i cittadini. Castellammare potrebbe, attraverso l’utilizzo dell’arenile, realizzare una grande area attrezzate per il tempo libero che sarebbe, insieme con la Villa Comunale, occasione per attrarre visitatori, per creare occasioni di lavoro per i giovani, per sviluppare le attività legate alla ristorazione e al turismo. Per realizzarla entro il 2019 servono determinazione, impegno, e scelte coerenti».
Parcheggi e Trasporti. «Da subito chiudere al traffico Corso Garibaldi e portare il parcheggio delle FFSS a una capienza di 600 posti auto con tariffe che incentivino la sosta. Attuare il piano parcheggi studiato nel corso degli anni» è la prima azione da compiere per Vozza. Ma subito dopo dire no alla «chiusura della linea delle FFSS, che deve essere invece incrementata; a tal proposito vanno ridiscusse le scelte fatte nell’ambito della buffer zone del Grande progetto Pompei, in vista della imminente stipula del Contratto istituzionale di sviluppo: l’intera materia Gpp deve essere esaminata in consiglio comunale e con tutte le associazioni e le organizzazioni sociali della città» .