Dopo il nuovo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata, si apre una nuova fase di riflessione sul futuro della città e sulle scelte amministrative da compiere nei prossimi mesi. Al centro della discussione ci sono non soltanto le vicende politiche che hanno portato al commissariamento, ma soprattutto il rischio che progetti, finanziamenti e procedure già avviate possano subire ulteriori ritardi o, in alcuni casi, andare perduti.
È questo il punto di partenza della lunga lettera che pubblichiamo integralmente di seguito, intitolata “La sfida di Castellammare: rimettere la città al centro”. Nel documento vengono ripercorsi gli ultimi anni della vita amministrativa stabiese e vengono avanzate proposte per affrontare quella che gli autori definiscono una fase di emergenza, chiedendo una maggiore convergenza tra forze politiche, istituzioni e realtà del territorio.
La lettera passa in rassegna numerosi dossier ancora aperti: Porto, Fincantieri e waterfront, sanità e nuovo ospedale, Antiche Terme e sorgenti, patrimonio archeologico e culturale, Savorito e Cmi, Monte Faito e mobilità. L'obiettivo dichiarato è sollecitare un confronto già nell'attuale fase commissariale, senza attendere le prossime elezioni amministrative.
Tra le proposte contenute nel documento c'è anche quella di un “Accordo per Castellammare”, da costruire insieme a Regione Campania, Città Metropolitana e agli altri soggetti coinvolti, con l'obiettivo di coordinare progetti e risorse e individuare alcune priorità strategiche per la città.
La lettera contiene inoltre valutazioni e contestazioni di carattere politico e amministrativo che vengono attribuite integralmente ai suoi autori. Stabia Channel la pubblica di seguito nella sua versione integrale, lasciando ai lettori la possibilità di conoscere direttamente contenuti, argomentazioni e proposte avanzate. Il documento sottolinea, in particolare, l'urgenza di intervenire sulle scadenze già in corso, poiché alcune procedure e alcuni finanziamenti, secondo quanto riportato nella lettera, non attenderebbero la fine del commissariamento né il ritorno alle urne.
LA SFIDA DI CASTELLAMMARE: RIMETTERE LA CITTA’ AL CENTRO
È IMPORTANTE REALIZZARE ORA UNA FORTE CONVERGENZA PER EVITARE CHE NEI PROSSIMI MESI SI PERDANO PROGETTI E RISORSE ESSENZIALI PER IL FUTURO
Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale del 28 febbraio 2022 per infiltrazioni camorristiche, che ha aperto una pagina amara per la storia della nostra città, abbiamo provato insieme ad altre persone a tenere viva l’attenzione sui problemi della città, pubblicando sullo “Scaffale” sia il lavoro svolto dal 2005 al 2010, che proposte, temi e urgenze sottoposte all’attenzione della Commissione Straordinaria, della Regione, del Governo e di altri soggetti. Istituzioni e realtà da cui dipendevano e ancora dipendono scelte e decisioni che avranno ricadute su Castellammare.
Allora scrivemmo che nonostante scelte e distrazioni che hanno penalizzato Castellammare - basta guardare al caso del Porto Antico - c’erano, a vario titolo, finanziamenti per 500 milioni di euro legati a interventi previsti nel Pnrr e nel Cis e in altre sedi (Nuovo Ospedale, Fincantieri e Porto Antico, linea ferroviaria, Antiche Terme, Villa Gabola, Savorito, Centro Antico). Alla fine del 2023 raccogliemmo nel quaderno di appunti “Castellammare la sfida possibile “suggerimenti per costruire in vista del voto dell’8 e 9 giugno 2024 un percorso programmatico con scelte chiare e coalizioni che non si trasformassero in indistinti e incontrollati carrozzoni elettorali, auspicando che si delineasse la convergenza di forze e competenze presenti nella nostra comunità, per dar vita a una COALIZIONE PER IL RISCATTO DELLA CITTA’.
È avvenuto altro, per le scelte operate in modo consapevole. Tanto da presentare il campo largo stabiese come modello regionale a cui ispirarsi. Vincere a tutti i costi, senza una condivisione di un programma e arruolando di tutto, con un numero di liste eccessivo, apre le porte a scenari segnati da litigiosità, instabilità, a una fatica enorme per tenere la coalizione compatta: a Castellammare ha prodotto anche quattro scioglimenti per crisi politica e a due per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nella primavera del 2028, quando si concluderà il mandato degli attuali Commissari, su 24 anni per 8 la città sarà stata gestita dai commissari.
Il secondo scioglimento per infiltrazioni camorristiche è dunque un nuovo colpo pesante che Castellammare subisce. Nessuna polemica nessuna ricerca delle responsabilità, delle dinamiche sorte nella maggioranza e dentro lo stesso Pd, che per alcuni, sbagliando, avrebbero generato tale esito, può oscurare questo fatto gravissimo. Abbiamo letto la relazione, pubblicata insieme al decreto del Presidente della Repubblica del 16 luglio, che chiarisce che si tratta di un atto che ha ricevuto l’approvazione unanime il 5 maggio del Comitato dell’ordine pubblico, Procure della Repubblica comprese.
Il quadro che emerge, i passaggi fatti, dunque, non possono essere sottovalutati, chiamano in causa il modo di funzionare della macchina comunale, di programmare risorse e servizi, di muoversi con trasparenza, e anche il modo in cui - in primo luogo il Sindaco e la politica tutta - abbiamo ignorato la necessità di operare una rottura con metodi e scelte che avevano determinato lo scioglimento precedente. A fronte di questi aspetti è giusto comunque evitare giudizi sommari e lasciare che siano altre sedi ad accertare eventuali responsabilità.
Ed è giusto che chi viene chiamato in causa esponga le proprie ragioni e le faccia valere in tutte le sedi possibili, che si discuta anche di come cambiare l’attuale legge, di come i Comuni insieme a sanzioni severe abbiano bisogno anche di collaborazione e di supporto. Conosciamo l’amarezza di scelte contorte strane, compiute a volte dalle Commissioni di accesso, anche quando si dettano solo prescrizioni, che poi all’esame della magistratura finiscono per essere platealmente smentite; ma siamo convinti da sempre che l’attivazione della legge è a garanzia della trasparenza. Il numero dei Comuni sciolti è alto: alcuni Comuni è capitato anche cinque volte. Questa è diventata una emergenza seria che conferma l’esistenza di un rapporto malato tra politica e criminalità.
Bisognerebbe assumere sul serio questo tema, discuterne apertamente e comprendere che il dato va oltre le elezioni comunali, la raccolta dei voti con queste modalità si manifesta in ogni appuntamento elettorale. Tanti Comuni, Castellammare di Stabia compresa, sono diventati città-serbatoi di voti da tenere sotto controllo con comitati elettorali e liste civiche finte e una gestione della cosa pubblica inaccettabile e clientelare. Città come la nostra , per loro storia e la loro forza, non hanno bisogno di protettori, ma di un rapporto leale , corretto con le Istituzioni non condizionato dallo scambio di voti. Castellammare non deve isolarsi, deve stabilire una collaborazione con gli eletti ,ma è anche una realtà che deve pretendere rispetto.
È un tema su cui il Pd e lo stesso campo largo, noi tutti dovremmo riflettere seriamente, se davvero vogliamo rincontrare le tante e i tanti che si sono allontanati dalla politica.
La relazione sullo scioglimento, comunque, fa emergere - a prescindere dagli altri aspetti - l’esistenza di un disordine amministrativo che ha reso più debole e più permeabile la capacità dell’ente di far fronte a spinte e ingerenze esterne, anche della stessa criminalità. Sulla correttezza del Sindaco uscente e della giunta non abbiamo assolutamente da sempre mai avuto nessun dubbio: sconcerta però il fatto che siano crollati anche tutti i livelli di controllo e di verifica degli atti in testa alla segretaria, ai dirigenti, al nucleo di valutazione ai revisori. È francamente una brutta immagine.
Sul piano politico come lista Democratici e Progressisti, insieme al consigliere comunale Maurizio Apuzzo, non siamo rimasti a guardare, abbiamo segnalato con lealtà prima della campagna elettorale e in questi due anni problemi e scelte che richiedevano approfondimenti, come si può verificare dagli atti che troverete sullo Scaffale (scaffalestabia.it) sui quali andavano coinvolti il Consiglio Comunale, le parti sociali e la città.
Ci sono poi temi, procedure, progetti su cui è calato il silenzio ed è mancata anche la pur minima informazione allo stesso consiglio comunale. Ci riferiamo a Casa del Fascio, Salesiani, Montil, Nuovo Ospedale, linea Ferrovie dello Stato, Marina di Stabia, Puc, Ppr, Monte Faito, Acetosella, Sorgenti, Antiche Terme, Fincantieri.
Noi pensavamo che fosse giusto che il Consiglio discutesse anche delle scelte e del lavoro di due anni ereditato dalla commissione straordinaria. Restiamo convinti - ci riferiamo esclusivamente al piano amministrativo - che alcune soluzioni adottate in quel periodo hanno prodotto ricadute negative per la città, aspetto che la relazione attuale dei commissari non prende in considerazione. Ci riferiamo alla riqualificazione del Savorito dove abbiamo perso 15 mln e al progetto delle Antiche Terme, 12 mln di euro finanziati nel 2022: qui la gara è stata indetta solo in questi giorni. La vicenda delle Antiche Terme è inaccettabile: dopo quattro anni si appalta, nonostante la proroga di un anno, solo un lotto, sperando che si riesca a firmare il contratto entro il 31 dicembre altrimenti corriamo il rischio di perdere il finanziamento. Il secondo lotto allo stato, comunque, non ha copertura finanziaria! Vogliamo parlare dell’acquisto del “pezzo” dello stabilimento dell’Acetosella del quale il Comune non era proprietario? Lo abbiamo comprato all’asta per 700 mila euro senza avere in testa un progetto.
Ragionamento a parte meriterebbero anche il Centro antico: qui, si è scelto di impegnare diversamente i 7 milioni rispetto al progetto approvato nel Cis, il Puc ancora bloccato, la revoca da parte del governo di 35 mln assegnati per Fincantieri e Porto per responsabilità dell’Autorità Portuale e l’insipienza del Comune.
La vicenda poi dell’appalto dei rifiuti, che vale quasi 60 milioni in 5 anni si è perso nel porto delle nebbie. Nonostante sia un settore ampiamente citato nella relazione che portò allo scioglimento del 2022 si è proceduto nel 2023 con gara all’assegnazione anche in presenza di un solo partecipante. Ebbene ricordare che sul tema dei rifiuti ci fu nel 2021 in Consiglio Comunale una denuncia seria del consigliere Tonino Scala inviata anche alla Procura, una dettagliata comunicazione resa sempre nell’aula consiliare dall’assessore Giampaolo Scafarto, e in epoca recente una relazione della commissione speciale istituita dal Consiglio sciolto. Nei fatti, a partire dall’obbligo di aprire la sede operativa a Castellammare e dalle percentuali di raccolta differenziata, siamo lontani da quanto previsto nel contratto di appalto.
Dunque, su queste e su altre questioni - far decollare il programma Prius e il relativo finanziamento di 13 milioni assegnato dalla Regione – si deve produrre uno sforzo adesso, non tra due anni. Chi non ha presente queste urgenze non ha chiaro il quadro della complessità amministrativa in cui la città è scivolata. Ci sono scadenze, procedure da rispettare, scelte da correggere che non aspetteranno le elezioni del 2028, che giustificano che si chieda in modo unitario un confronto con la Commissione straordinaria, chiamata a gestire per lunghi mesi il Comune.
Per fronteggiare la situazione di emergenza nella quale siamo precipitati e per evitare alla vigilia del voto ma solo nel 2028 di inventarci i soliti meravigliosi programmi pieni di buone intenzioni, potrebbe essere utile lavorare anche (come si fece , grazie anche alla spinta dei lavoratori, quando riuscimmo a strappare il contratto d’Area insieme a Torre Annunziata) alla definizione di un ACCORDO PER CASTELLAMMARE, con la Regione Campania, la Città Metropolitana di Napoli e gli altri soggetti coinvolti con al centro priorità che ci portiamo dietro da tempo a cui dare una soluzione. Questa strada che può andare sotto il nome di “Accordo per…” può essere utilizzata per aiutare altri Comuni in situazioni analoghe a ripartire dopo la chiusura del commissariamento per mafia.
Si tratta di dare un segnale forte adottando anche misure straordinarie, pensiamo alla presenza sul nostro territorio di Sviluppo Campania con la collaborazione di Invitalia, a cui affidare la gestione e il coordinamento di questa complicato passaggio.
Alcuni possibili punti, legati a progetti e a finanziamenti in essere, da inserire nell’ACCORDO potrebbero essere: PORTI, CANTIERE E WATERFRONT - SANITÀ E TERME - BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI – QUARTIERI – MONTE FAITO - MOBILITÀ.
ano attività e iniziative di grande valore e dalle potenzialità di crescita ancora inesplorate, come dimostra la stessa la presenza dei mega yacht, della nautica, dell’indotto che vi ruota attorno, e la nascita del polo nautico nell’ex area della MEB