Tra le proposte accolte nel Piano Urbanistico Comunale c’è anche quella della Polgre, che detiene la proprietà dell’area ex Cirio. Un accoglimento parziale, a dire il vero, per l’osservazione presentata da Tobia Polese, che già nel 2021 aveva manifestato l’interesse a “destinare l’area per attrezzature di interesse pubblico (tra cui uffici direzionali, aree parcheggio, aree verdi, scuole), nonché per attività ricettive, alberghi, alloggi, housing sociale, attrezzature sportive, attività del settore terziario e direzionale”. Ed ora lo stesso Polese aveva protocollato la sua osservazione, dichiarandosi “disponibile ad una revisione dei rapporti volumetrici individuati dal Puc”. Nelle controdeduzioni espresse dal team operativo, in sinergia con i commissari straordinari, si è preso atto della “disponibilità a rimodulare le superfici e le destinazioni d&rsquo
;uso del Puc”, procedendo ad una “modifica della scheda di comparto” che tiene conto delle linee di indirizzo espresse dalla commissione straordinaria, che prevedono che i comparti edificatori fronte mare “devono assolvere alla funzione prioritaria alberghiera-ricettiva, con esclusione di ogni forma di ricettivo residenziale”. Sì agli alberghi, dunque, nell’area ex Cirio e no definitivo alle case, in linea anche con quanto già espresso negli anni scorsi con l’azzeramento dell’intero iter procedurale per il Piano Casa nell’ex area produttiva. Parzialmente accolte anche le osservazioni dei consiglieri Andrea Di Martino, Tonino Scala, Michele Starace e Francesco Nappi. Mentre trova pieno accoglimento la proposta del Parco Archeologico di Pompei in merito all’insanabilità dei manufatti che ricadono nella zona archeologica in ragione del sistema vincolistico vigente nell’area di Varano.