Castellammare di Stabia si prepara a una sfida cruciale per il suo futuro: trasformare il volto della città attraverso la programmazione strategica offerta dai Prius (Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile). Nell’ambito della nuova programmazione dei Fondi di coesione del PO FESR 2021-2027, tra le ipotesi esposte da Base Popolare-Democratici e Progressisti c'è quella di rilanciare il centro storico e il waterfront con interventi mirati su edifici e aree degradate, riportandole a nuova vita.
L’obiettivo del Prius consiste nel recuperare il patrimonio pubblico, ridurre le disuguaglianze territoriali e offrire risposte concrete alle esigenze della comunità. Gli interventi previsti comprendono il recupero funzionale e il riuso di vecchi immobili, la riqualificazione delle aree urbane abbandonate, l’implementazione di infrastrutture socioculturali e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale.
Tra gli immobili che richiedono interventi di recupero figurano l’ex Colonia Ferrovieri, le Stimmatine, la Caserma Cristallini e altri beni storici e pubblici. Molti di questi immobili ricadono nell’area del centro storico e del waterfront portuale, un polo strategico che necessita urgentemente di un intervento per rispondere alle esigenze urbanistiche e sociali della città.
Uno dei punti chiave del piano sarà la sottoscrizione di un protocollo di intesa o di un Accordo di Programma tra Regione Campania, Agenzia del Demanio, Autorit&agra
ve; Portuale, Soprintendenza e altre istituzioni. Questo accordo permetterebbe di canalizzare risorse pubbliche e private per il recupero degli immobili in stato di abbandono, garantendo soluzioni innovative che rispondano alle esigenze funzionali ed economiche del territorio.
Gli interventi previsti vanno ben oltre il semplice recupero edilizio. Il piano si propone di generare benefici su più livelli, favorendo la sostenibilità delle operazioni immobiliari, migliorando l’accessibilità ai servizi pubblici e rilanciando l’identità e la capacità attrattiva di Castellammare. L’idea è di integrare il recupero fisico degli immobili con un processo di rigenerazione urbana che coinvolga anche i cittadini, gli operatori economici e le realtà associative.
Il Documento di piano strategico non sarà solo una guida tecnica, ma uno strumento di dialogo e confronto con la comunità. La sua missione finale è arrivare a un “patto” tra istituzioni e cittadini per ricostruire il tessuto sociale ed economico della città, valorizzando le sue potenzialità e riportandola a essere un polo attrattivo di riferimento.
Con la scadenza del 2027 per l’utilizzo dei fondi europei, Castellammare è a un bivio storico. La città ha l’opportunità di trasformare le sue criticità in risorse, restituendo al territorio quella centralità e dignità che troppo spesso sono state dimenticate.