Cronaca

Castellammare - Razzismo in una scuola del centro, ragazzo di 10 anni resta a casa

Un ragazzino di colore rifiuta di andare a scuola vittima di apprezzamenti sul colore della pelle e di bullismo in una scuola del centro cittadino.

di sr


   Immagine dal web non collegata alla notizia

Un ragazzino di colore rifiuta di andare a scuola vittima di apprezzamenti sul colore della pelle e di bullismo in una scuola del centro cittadino. E’ accaduto a Castellammare di Stabia, in un istituto scolastico del centro cittadino. Un fatto deplorevole contro cui già si sono espressi genitori ed insegnanti, ogni col proprio punto di vista. C’è chi si è schierato apertamente contro il fenomeno ed in difesa del bambino e della sua famiglia, chi cercando di minimizzare l’accaduto annoverandolo come un “normale” episodio tra ragazzini.

E sull’argomento, inevitabili, sono giunte le riflessioni politiche. «Prima o poi doveva accadere anche nella nostra città e – ha detto Francesco Iovino, capogruppo PD in consiglio comunale - , puntualmente, non ci siamo fatti mancare nemmeno la discriminazione razziale ancora più becera perché esercitata in maniera subdola e spregevole ai danni di un bambino. Il silenzio, il pressapochissimo, la superficialità con cui si è trattato in questi anni il tema nel paese e in città ha messo la polvere sotto il tappeto ma presto sarebbe venuta fuori. E così un ragazzino di colore rifiuta di andare a scuola vittima di apprezzamenti sul colore della pelle e di bullismo in una scuola del centro cittadino. Avete sentito bene, il centro cittadino. Il razzismo anche sotto mentite spoglie ha licenza di manifestarsi senza limiti».

«L’auspicio – dice Iovino - e’ recuperare immediatamente un terreno di valori condiviso a cominciare da politiche di integrazione e di solidarietà. Ed in questo tutti dovranno fare la loro parte, l’ente pubblico e l’associazionismo laico e cattolico. Abbiamo girato per troppo tempo la faccia dall’altra parte. Bisogna ritrovare la direzione giusta. Noi faremo doverosamente la nostra parte! Alziamo un muro contro il razzismo e la discriminazione razziale. Alzi

amo un muro contro questi miserrimi figli di un tempo che pensavamo esserci messo alle spalle. Che tristezza alle porte degli anni del 2000 non del 900’».

Critico anche il capogruppo di Liberi e Uguali, Tonino Scala. «Nei periodi di crisi  - dice - il razzismo torna nelle sue vesti ideologiche e di consenso elettorale creando legame sociale, soprattutto tra i gruppi più indifesi, colpiti intensamente dalle politiche di austerità. Un legame che si nutre, soprattutto, di risentimento, di un “rancore socializzato” nei confronti dello straniero, visto quale usurpatore di diritti e di risorse esclusivi e, di conseguenza, come nemico. È successo e quando accade sotto casa tua ti rendi conto che anche tu, il tuo mondo è parte di un mondo che ha perso la bussola. È successo, purtroppo, e questo ci deve far aprire gli occhi. Altro che buonismo, è il buon senso che è mancato e che deve tornare, così come il rispetto per gli altri che è rispetto per noi stessi. Non è il colore della pelle che ci fa diversi, ma l’ignoranza mista a chi getta la benzina su un fuoco che arde in un Paese. La discriminazione non esiste finché non ti colpisce direttamente. Finché non ti rendi conto che anche casa tua è piena di virus. Quando la discriminazione ci colpisce direttamente sentiamo che si tratta di un abominio, una malattia della mente e del cuore che crea differenza e distanza. È successo e non possiamo stare con le mani in mano. Dobbiamo fare tutti, nessuno escluso, la nostra parte».

Proprio per sensibilizzare i giovani sul fenomeno il bullismo ed anche cyberbullismo, a luglio scorso il comune aveva stanziato 10mila euro attraverso un bando per l’acquisizione di manifestazioni di interesse finalizzate alla individuazione di partner per la realizzazione di un piano di interventi ed azioni per la prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno.


venerdì 22 novembre 2019 - 13:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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