Sono stati tutti identificati i colpevoli del raid al chiosco della frutta di via Bonito a Castellammare di Stabia. La polizia di Stato, avendo visionato le immagini del sistema di videosorveglianza, ha chiuso le indagini dopo la terribile aggressione della scorsa settimana. Una lunga attività d'indagine che ha permesso agli agenti del Commissariato stabiese, agli ordini del primo dirigente Vincenzo Gioia, di ricostruire la dinamica dei fatti e le motivazioni alla base del raid. E' stata confermata la prima ipotesi: il gruppo criminale si è mosso per vendicare l'operatore ecologico che era stato aggredito poco prima dal titolare dell'attivita in quanto si era rifiutato di prelevare i rifiuti organici seguendo l'ordinanza del sindaco Gaetano Cimmino. I due sarebbero venuti anche alle mani. Il netturbino, però, non ha dimenticato l'affronto subito tanto che ha allertato ben sei persone che, dopo pochi minuti dalla prima aggressione, hanno distrutto quas
i del tutto il chioschetto di via Bonito ferendo lievemente due persone.
C'è anche un killer di camorra fra il branco che armato di mazze e bastoni ha aggredito l'attività. L'uomo è considerato vicino ai D'Alessandro tanto che durante la faida sanguinosa con gli Omobono degli anni Novanta ha partecipato ad alcuni omicidi per volere di Scanzano. Gli inquirenti hanno condotto anche delle perquisizioni all'interno delle abitazioni dei presunti colpevoli che rischiano una denuncia per danneggiamento pluriaggravato, minacce e lesioni. Un raid ripreso quasi interamente da una residente del posto con il suo cellulare e che ha poi diffuso il video sui social. Immagini violente che hanno fatto il giro del Web e infangato nuovamente il nome della città di Castellammare. Ma come successo nel dicembre scorso con il caso del manichino sul falò al Savorito, le forze dell'ordine sono riuscite velocemente ad individuare i responsabili.