Un percorso di riabilitazione lungo tre anni, ricco di prescrizioni e obblighi da seguire, invece che scontare la propria condanna in carcere. E' questa la richiesta della difesa di I.R., 17enne di Castellammare che nel gennaio scorso ferì con una pistola un suo coetaneo all'interno di una sala giochi in corso Vittorio Emanuele. Durante il processo che si sta svolgendo con rito abbreviato, il minorenne stabiese si è detto pentito di quanto fatto ormai sei mesi fa e di essere pronto ad iniziare un nuovo percorso che possa portarlo al reinserimento sociale. E' una norma, quella del percorso di riabilitazione, prevista dal Codice Penale italiano e che può essere applicata per tutti i reati, anche quelli gravi come nel caso del 17enne. A decidere dovrà essere il giudice del Tribunale di Napoli il quale avrà anche l'onere di organizzare il piano di recupero. I.R. potrebbe seguire corsi di spettacolo, arte, sport ma potrebbe essere d'a
iuto per i diversamenti abili svolgendo diversi servizi utili per la collettività. Ovviamente dovrà rispettare alcuni obblighi come il coprifuoco notturno e il divieto di frequentare pregiudicati. Il percorso durerebbe ben tre anni dopo i quali potrà essere nuovamente un uomo libero. I.R., tuttavia, al momento resta in carcere in attesa del verdetto che è previsto per metà luglio. Il raid alla sala giochi di corso Vittorio Emanuele risale ormai al gennaio scorso quando il 17enne entrò in azione con una pistola colpendo al torace il suo rivale, C.C., ferendolo gravemente. Per salvargli la vita è stata necessaria l'asportazione della milza. Agli inquirenti, I.R. ha spiegato che il coetaneo aveva con lui un coltello ed era pronto per colpirlo, per questo motivo ha sparato difendendosi. Tra i due c'erano state anche vecchie ruggini in passato per una storia d'amore finita male con una ragazza che si contendevano.